“Lo Stretto Indispensabile”, di Dodi Conti e Paola Mammini al Gay Village

“Lo Stretto Indispensabile”, di Dodi Conti e Paola Mammini al Gay Village

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Venerdì 20 Luglio alle ore 21.30 al Gay Village in prima nazionale arriva “Lo Stretto Indispensabile”, uno spettacolo scritto da Dodi Conti e Paola Mammini, con le voci e le chitarre di Alessio Corasaniti e Carlo Martinelli in scena con Dodi Conti, che torna sul palco del Gay Village, a cinque anni di distanza dalla sua ultima partecipazione sul palco arcobaleno. Dodi è un’artista e una “comica” dalle tante vite, trascorse tra periodi vissuti in paesi lontani, i ritorni a casa, le serie televisive (tra le ultime “Immaturi – La Serie” e “Rimbocchiamoci Le Maniche”) e il teatro, quel primo amore che le è valso il soprannome di “Gaber in gonnella” e per cui oggi torna in scena con un testo scritto insieme alla sua amica Paola, sceneggiatrice di grandi successi cinematografici.

Nonostante le grandi fughe dalla capitale verso i caldi paesi latini, la città non l’ha mai dimenticata e per il suo ritorno sul colorato palco romano, si avvale del supporto di Alessio Corasaniti e Carlo Martinelli (dei Luminal), con cui dà vita ad uno spettacolo ironico dal forte disincanto, nato grazie alla scrittura di Paola Mammini, premiata come miglior sceneggiatrice con un David di Donatello per il film “Perfetti Sconosciuti”. Lo spettacolo prodotto dalla Acino Brillo Production, è una poetica e graffiante fotografia dei tempi moderni.

 

Se è vero che l’essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che col cuore, il cuore dovrebbe avere una vista infallibile… Eppure, in un mondo in cui dalle relazioni umane alle emozioni, dalla nostalgia all’incertezza del futuro, sembra tutto come un po’ fuori fuoco e opacizzato, basterebbe molto poco per riprendere a distinguere i contorni. Basterebbero anche solo un po’ di briciole per tornare a guardare e a riconoscere le cose che realmente contano. Uno “stretto indispensabile” fatto di piccoli gesti, di attenzioni, ma soprattutto di gentilezza. Con un occhio grato a Zavattini e un po’ di sana e indispensabile autoironiaDodi Conti porta in scena un miraggio (o almeno ci prova!): un piccolo possibile miracolo a RomaChissà, forse sarà la volta buona che la faranno santa, in fondo, l’aureola le sta da Dio!

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