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A Roma il derby più triste degli ultimi anni, forse lo spettacolo in campo

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Vigilia anomala per il derby di Roma, numero 163. Allo stadio saranno presenti poco più 25.000 spettatori. Sicuramente si farà sentire l’assenza dei tifosi in curva Nord e Sud. Mai accaduto dal 1953, da quando la stracittadina si gioca all’Olimpico.

Vogliamo vincere il derby. E poi vogliamo riprenderci anche il primo posto“. Rudi Garcia carica così alla vigilia del suo quinto derby capitolino, dall’alto di una tradizione favorevole che sembra renderlo quasi immune da dolori. Infatti, da quanto è a Roma, il tecnico francese ha portato a casa due vittorie e due pareggi, confermando di fatto la tradizione favorevole che aveva avuto in Francia con i derby del nord. Per avere una Roma più competitiva, Garcia deve decidere chi rischiare dei tre acciaccati: Florenzi, Maicon e De Rossi. Alla fine sembra che dovrebbe giocare solo Florenzi, anche se bisognerà fare attenzione alla voglia di esserci di De Rossi.

Dall’altra parte Stefano Pioli, in casa biancoceleste, illustra il derby nelle motivazioni della Lazio. “Conta tanto in questo momento, non siamo soddisfatti nella nostra classifica, veniamo da due sconfitte in campionato. La vittoria con il Rosenborg in Europa ci ha fatto bene, abbiamo la giusta miscela di concentrazione e determinazione. Se vogliamo crescere, in questi appuntamenti, dobbiamo farci trovare pronti. Per noi il derby può essere la svolta“. Purtroppo per la Lazio di Pioli non c’è una tradizione positiva, visto che ha affrontato la Roma per 13 volte da tecnico: solo un successo, quello col Bologna nel 2012 all’Olimpico, passando da 0-2 al 3-2 (poi 5 pari e 7 ko, Coppa Italia inclusa). Tra i biancocelesti si rivede, dopo l’infortunio subito 20 giorni fa con la maglia dell’Italia, Parolo a centrocampo. Infine, Djordjevic, con la doppietta segnata in Europa League, ha vinto la corsa a tre con Klose e Matri per il posto di prima punta.