Al Sistina si omaggia Alda Merini

Al Sistina si omaggia Alda Merini

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In occasione dell’ottavo anno dalla scomparsa della poetessa e scrittrice italiana Alda Merini, avvenuta nel novembre 2009, il Consiglio Italiano per i Rifugiati promuove Alda Merini “il Concerto”. L’evento si svolgerà lunedì 23 ottobre sul palcoscenico del Teatro Sistina di Roma e vedrà come interpreti principali Giovanni Nuti, il cantautore che ha tradotto in musica le poesie di Alda Merini, Monica Guerritore che con li ha portato in scena “Mentre rubavo la vita” e un gruppo di artisti che con 24 canzoni tributeranno un omaggio alla grande poetessa: Simone Cristicchi, Peppe Barra, Enzo Gragnaniello, Rita Pavone, Fabio Armiliato, Grazia Di Michele, Iskra Menarini, Andrea Mirò & Dario Gay, Daniela Poggi e lo stesso Renzo Arbore, che ha manifestato la sua intenzione di essere presente all’evento come ospite d’onore.

Una serata speciale, come annuncia Monica Guerritore: “Al pubblico dico che bisogna solo lasciarsi travolgere, come faccio io ogni sera interpretando le sue canzoni: Amore irripetibile, la Piccola ape furibonda…bisogna lasciarsi andare a una serata di estrema, incandescente bellezza. Questa è la Merini in scena!”

I testi profondissimi di Alda Merini diventano canzoni grazie alla bellezza della musica di Giovanni Nuti, collaboratore e amico di Alda Merini negli ultimi anni, e grazie alla costruzione drammaturgica del concerto che Monica Guerritore ha creato con immagini folgoranti e suggestioni visive che restituiscono con potenza l’anima multiforme della Poetessa degli “Ultimi”. Idealmente vicina agli emarginati, emarginata lei stessa, le sue canzoni sono un richiamo alla vicinanza tra esseri umani.

Non si troveranno rime baciate, non sarà un reading, né un’ingessata lettura al leggio, né uno spettacolo in forma di amarcord. Sul palco Alda Merini riprende vita con tutta la sua passione incandescente, le sue contraddizioni, i suoi tormenti, la sua sensualità e la sua dolorosa pietà.

L’iniziativa si ispira ad una poesia intitolata “Una volta sognai” nella quale l’autrice immagina di essere una tartaruga per portare in salvo chi fugge, attraverso il mare, a testimonianza della sua grande sensibilità verso il tema dei rifugiati.

 

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