“Amleto take away” all’Arena del Sole, con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

“Amleto take away” all’Arena del Sole, con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

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Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari tornano insieme in scena, protagonisti di un nuovo progetto di cui sono anche autori, Amleto take away, prodotto dal Teatro dell’Elfo e presentato in anteprima nazionale all’Arena del Sole di Bologna dal 5 all’8 aprile.

Amleto take away è un affresco tragicomico che gioca sui paradossi, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo, da sempre fonte d’ispirazione per il teatro della Compagnia Berardi Casolari. Punto di partenza sono, ancora una volta, le parole, diventate simbolo più che significato, etichette più che spiegazioni, in un mondo dove «tutto è rovesciato, capovolto, dove l’etica è una banca, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva».

È una riflessione ironica e amara che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante, che attrae e spaventa. «Tutto è schiacciato fra il dolore della gente e le temperature dell’ambiente, fra i barbari del nord e i nomadi del sud. Le generazioni sono schiacciate fra lo studio che non serve e il lavoro che non c’è, fra gli under 35 e gli over 63, fra avanguardie incomprensibili e tradizioni insopportabili…».

In questo percorso s’inserisce, un po’ per provocazione, un po’ per gioco meta-teatrale, l’Amleto di Shakespeare.

Amleto, simbolo del dubbio e dell’insicurezza, icona del disagio e dell’inadeguatezza, è risultato, passo dopo passo, il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine. Ma l’Amleto di Amleto take away procede anche lui alla rovescia: preferisce fallire piuttosto che rinunciare, non si fa molte domande e decide di tuffarsi nelle cose anche quando sa che non gli porteranno nulla di buono. È consapevole ma perdente, portato alla follia dalla velocità, dalla virtualità e dalla pornografia di questa realtà.

Amleto è in seria difficoltà circa il senso delle cose, travolto da una crisi così generalizzata e profonda che mette a repentaglio storie solide e consolidate come il suo rapporto d’amore con Ofelia e con il teatro stesso.

 

«To be o FB, questo è il problema! Chiudere gli occhi e tuffarsi dentro sè  e accettarsi per quello che si è, isolandosi da comunity virtuali per guardare da vicino e cercare di capire la realtà in cui si vive? O affannarsi per postare foto in posa tutte belle, senza rughe, seducenti, sorridenti,  grazie all’app di photoshop?

Dimostrare ad ogni costo di essere felici mettendo dei ‘mi piaci’ sui profili degli amici.

Pubblicare dei tramonti, un bel piatto di spaghetti o gli effetti della pioggia tropicale, sempre tesi anche al mare, con un cocktail farsi un selfie perché il mondo sappia, dove sono, con chi sono, e come sto. Apparire, apparire, apparire, bello, figo, number one e sentirsi finalmente invidiato. To be or fb, this is the question». 

Arena del Sole, Sala Thierry Salmon

Via Indipendenza 44, Bologna

da giovedì 5 a domenica 8 aprile

giovedì e venerdì ore 20.30 | sabato ore 20 | domenica ore 16.30

 

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