Antigone, per la regia di Massimo Venturiello al Castello di Santa Severa

Antigone, per la regia di Massimo Venturiello al Castello di Santa Severa

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Giovedì 2 agosto lo splendido Castello di Santa Severa farà da cornice allo spettacolo Antigone di Sofocle per la regia diMassimo Venturiello che sarà anche interprete nel ruolo del tiranno Creonte.

Il cast vede oltre ad alcuni affermati professionisti anche un gruppo di attori selezionato nell’ambito di Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio di alta formazione della Regione Lazio: Giulia Sanna, Ludovica Bove, Stefano De Santis, Francesco Patanè, Andrea Monno, Giuseppe Spezia, Andrea Colangelo.

Uno degli obiettivi di questa messa in scena infatti è quello di individuare e promuovere nuovi talenti seguendo esclusivamente la logica del merito.

Antigone, capolavoro assoluto della produzione sofoclea, scritta nella seconda metà del V secolo a.C., rappresenta l’episodio conclusivo delle tragedie del ciclo tebano, dopo Edipo re e Edipo a Colono. Com’è ben noto, la protagonista di questa tragedia si ribella alle leggi dello Stato in nome delle “leggi non scritte degli dei, inalterabili, fisse”, cioè dei valori assoluti dell’umanità, e sfida il potere e sacrifica la propria vita diventando un simbolo, sempre attuale, del coraggio, del diritto naturale, della libertà di coscienza contro ogni forma di sopraffazione. Dopo tanti secoli il conflitto tra Creonte e Antigone continua ad interrogare la coscienza degli uomini.

Spiega Massimo Venturiello: È la grande forza politica del testo a renderlo sempre attuale: l’eterna lotta tra ribellione libertaria e potere tirannico, tra autorità e potere. Accanto a questa tematica, un altro aspetto altrettanto significativo è quello del ruolo femminile nella società greca. Spetta all’uomo e non alla donna difendere le proprie azioni, non spetta a lei difendere i propri punti di vista e contrapporsi alle regole della società. Al modello di donna ideale, Antigone si contrappone (moderna eroina) mostrando che non c’è nulla che può o deve impedire il proprio pensiero. Noi tutti siamo ovviamente dalla parte di Antigone, ma è proprio vero che Creonte deve cedere alle sue ragioni? La legge deve piegarsi e lasciare impunito chi trasgredisce le regole costituite, seppure questo avvenga secondo un giusto fine? Ci sono le ragioni di Antigone, ma ci sono anche quelle di Creonte. Sofocle, nostro contemporaneo, a distanza di 25 secoli non vuole indicarci chi ha ragione o torto, ma continua a sollecitare in noi una riflessione di non poco peso ponendoci delle domande alle quali ognuno potrà rispondere a suo modo.

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