“Cara professoressa”, in scena un viaggio a ritroso dalla timidezza all’eccesso

“Cara professoressa”, in scena un viaggio a ritroso dalla timidezza all’eccesso

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Il Teatro Sala Vignoli apre la sua seconda stagione il 17, 18 e 19 novembre 2017 con lo spettacolo Cara Professoressa.

 

“Cara professoressa” è una vera e propria bomba ad orologeria. Inizia con tutte le prerogative del   più   comune dramma borghese, di una di quelle pièce imbellettate e flaccide,  per  poi attivare il  conto alla rovescia che porta all’esplosione finale.

E’ un viaggio dall’esterno verso l’interno.

Quattro ragazzi dal viso pulito, in visita dalla loro più cara professoressa, entrano    intimiditi e rispettosi, con un regalo di gran lusso, per poi trasformare la casa in un campo di  battaglia fatto di colpi bassi, staffilate, parole arcigne, sguardi  biechi e frasi scabrose dette in  punta di fioretto.

Affascinanti sono le relazioni che si intersecano  fra i quattro ognuno rappresentativo di una  tipologia di studente, e la    donna, insegnante dedita e passionale, amante del proprio lavoro. Come sono cresciuti questi ragazzi? Cosa, la professoressa, è riuscita a    trasmettere loro? Princìpi, ideali e nozioni, sicuramente. Sullo sfondo un gap generazionale difficile da colmare, la sensazione, da parte della professoressa, di non essere stata capace di far comprendere la vera finalità delle sue lezioni: la costruzione di una coscienza critica e la conoscenza degli strumenti utili per affrontare il mondo fuori delle mura scolastiche. Fare, insomma, di questi quattro alunni, quattro individui onesti e leali, che contribuiscano a rendere civile la società in cui vivono. Uno spettacolo che terrà tutti incollati alle poltrone, soprattutto studenti e insegnanti che si potranno riconoscere in questo o quel personaggio, ma tutti saranno rapiti dalle dinamiche dell’opera, dai continui colpi di scena e dalla sua evoluzione inarrestabile. I migliori ingredienti per uno spettacolo esplosivo.

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