Franco Losvizzero si interroga sugli spazi dell’arte a Maker Faire di Roma

Franco Losvizzero si interroga sugli spazi dell’arte a Maker Faire di Roma

64
CONDIVIDI

All’interno della Maker Faire di Roma 2017 (Padiglione 8 A12 / A13), nelle giornate dell’1, 2 e 3 dicembre dalle ore 10 alle ore 19, Cultura Italiae, in collaborazione con GMGProgettoCultura, presentano l’opera di pittura spaziale e il video immersivo di Franco Losvizzero, che si interroga sugli spazi che l’opera d’arte può abitare. L’immedesimazione creata grazie alla realtà aumentata, traduce e potenzia il gesto artistico permettendo allo spettatore di utilizzare un’altra dimensione per indagare la profondità dell’inconscio. Per la prima volta si potrà assistere alla creazione del segno da parte dell’artista, che in un stanza virtuale realizzerà una pittura-scultura tridimensionale/virtuale.

 

L’iniziativa presenterà, inoltre, l’ultimo progetto realizzato da Oniride in collaborazione con l’artista Franco Losvizzero: Losvizzero. No value(s), un docu-movie 360° che indaga una pratica artistica al confine tra lecito e proibito, tra rottura degli schemi e creazione di nuove dinamiche di senso.

Il teaser VR sarà fruibile al pubblico per mezzo di una postazione con HTC Vive. Lo spettatore sarà totalmente immerso nel mondo creativo di Losvizzero: 360 gradi di “arte virtuale” in cui muoversi, guardare e conoscere i personaggi del docu-movie.

 

Per l’occasione, nella giornata del 3 dicembre, Franco Losvizzero realizzerà una live painting performance in digitale: con un device HTC Vive, l’artista creerà in realtà virtuale un’inedita opera d’arte in grado di indagare in chiave immersiva le figure del suo immaginario. Un’iniziativa volta a mostrare come le dinamiche insite nel processo di creazione del docu-movie, siano alla base di una nuova poetica dell’arte: una convergenza tra tradizionali forme di espressione e nuove tecnologie per la creazione di nuovi immaginari artistici.

 

Losvizzero. No value(s) si inserisce all’interno del più ampio progetto Open Spaces, una docu-serie in realtà virtuale sull’arte e gli spazi dei suoi protagonisti. L’obiettivo alla base dell’iniziativa è portare lo spettatore all’interno di “ambienti” dell’arte generalmente inaccessibili, che siano essi reali o metaforici. In tale processo il 360° si configura come nuova tecnica narrativa volta a porre al centro lo spettatore e renderlo protagonista della sua visione. Le ambientazioni, le scenografie, le immagini non funzionano più da semplice sfondo ma sono loro a ritmare il racconto e renderlo fruibile secondo una percezione circolare e attiva.

 

Inoltre, all’interno dello stand verrà proposto l’esperimento realizzato dalla rivista letteraria CuratedAI, dove prosa e poesia sono generate da un’intelligenza artificiale. Una macchina generatrice di poesia, Deep Gimble, attraverso algoritmi programmati, produrrà pensieri artificiali destinati all’umano.

La macchina, priva di esperienza emotiva creerà un cortocircuito con l’istintiva creazione artistica per abbracciare un nuovo tipo di indagine e frontiera della percezione.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO