Gian Marco Monteseano al Dehon di Bologna porta in scena Mata Hari

Gian Marco Monteseano al Dehon di Bologna porta in scena Mata Hari

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La Banda Fantomas presenta l’artista russa ALEXANDRA BOLGOVA che recita in italiano nel nuovo spettacolo MATA HARI, figura tragica che chiude la storia della seconda Guerra Mondiale.

La Bolgova recita, canta, balla e suona, diretta dall’artista delle arti visive e teatrante GIAN MARCO MONTESANO che ha ideato e scritto questo lavoro dal sapore internazionale.

 

Il TEATRO DEHON offre alla cittadinanza bolognese, a felice chiusura della stagione teatrale, la possibilità di assistere a questo grande avvenimento al costo simbolico di € 5,00 che saranno devoluti all’ANT.

Prenotazioni e prevendita presso la biglietteria del teatro, via Libia 59, Bologna, tel. 051-342934 dalle ore 16 alle ore 19 oppure on line sul circuito VivaTicket. Recite nei giorni venerdì 22 e sabato 23 giugno alle ore 21.

 

Danzatrice, avventuriera, donna fatale. E soprattutto agente segreto, spia intrigante e misteriosa. Il suo nome è Mata Hari. Un personaggio capace di mettere in subbuglio l’Europa negli anni tra la Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale.

Margareta Geertruida Zelle – questo il suo vero nome – nasce in Olanda nel 1876. Da giovane, dopo un matrimonio finito male, si trasferisce a Parigi. Fa la modella, la cavallerizza e si improvvisa danzatrice, sfruttando l’interesse e il successo della danze esotiche presso il pubblico francese. E diventa, ai primi del Novecento, una star internazionale, che fa perdere la testa agli uomini di tutta Europa. Ma la Prima Guerra Mondiale interrompe bruscamente la carriera di Mata Hari. Per lei comincerà un’altra “danza”: quella di spia, corteggiata tanto dai Francesi che dai Tedeschi e destinata a scivolare sul terreno del doppio gioco, che le costerà la vita: accusata dai francesi di essere una spia al servizio dei tedeschi, viene condannata a morte.

Montesano, nella sua scrittura, ne offre una lettura di donna moderna che rivendica la sua indipendenza e libertà e che accetta la condanna con nobili e dure parole verso i suoi accusatori, rappresentanti di un mondo vecchio e retrivo. Dopo la morte fu riabilitata.

 

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