“Il gatto” di Simenon va in scena al Piccolo Eliseo

“Il gatto” di Simenon va in scena al Piccolo Eliseo

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‘Il gatto’ di Simenon – spiega Roberto Valerio nei suoi appunti di regia – ci consegna personaggi che possiedono una caleidoscopica complessità e una vibrante vocazione teatrale; è un testo feroce che rovista tra le pieghe della mente e le incrinature del cuore dei protagonisti, descritti con uno sguardo crudo e spietato.

 

La morte dell’amato gatto di lui per avvelenamento è la miccia che accende l’odio e fa crollare l’esile impalcatura della loro relazione e della loro intera esistenza. L’uomo, convinto, non a sproposito, che il crimine sia stato compiuto dalla moglie, si scaglia furioso sul pappagallo di lei, trucidandolo.

Il gatto, romanzo irriverente del famosissimo Georges Simenon, scuote le nostre rassicuranti pretese morali, tradendo ogni retorica perbenista, e ci conduce a perlustrare le ingarbugliate e contorte strettoie del nostro mondo interiore con sfacciata onestà.

Émile e Marguerite sono prigionieri in un matrimonio che ha ceduto il passo a un bieco e beffardo conflitto permanente. Forse i due si sono amati un tempo, o forse hanno allestito la scena posticcia della loro unione per non restare soli a recitare sul palcoscenico spoglio e desolante della senilità. Forse le origini della loro guerra domestica sono da ricercare ben prima della morte del gatto. Troppo diversi tra loro, Émile e Marguerite non si sono mai veramente sopportati. Lei, di origine piccolo borghese e dai modi fin troppo affettati; lui, ruvido capomastro in pensione, amante dei sigari e del vino rosso. Marguerite non si è mai liberata del ricordo del suo primo marito violinista ed Émile rimpiange la sua prima moglie morta troppo presto.

Tutto cade a pezzi – conclude il regista – si frantuma e disintegra sotto il peso del disprezzo e della rabbia ma i due non si separano, il desiderio di libertà e la paura della solitudine si mescolano e confondono in una perturbante prossimità. L’odio li tiene uniti. Fino all’ultimo respiro trovano la forza di torturarsi negandosi ostinatamente l’unica cosa che, forse, avrebbe potuto restituire una profondità autentica alla loro vita: l’amore.

 

Durata: 1 ora e 30’ senza intervallo

PICCOLO ELISEO

Da giovedì 25 ottobre a domenica 11 novembre 2018

Dal martedì al sabato ore 20.00 – domenica ore 17.00

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