“Visioni geometriche” al MACRO

“Visioni geometriche” al MACRO

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Dal 23 giugno al 22 novembre 2017 si svolge al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma la mostra Visioni geometriche. 

Con la mostra Visioni geometriche si giunge al quinto appuntamento del progetto Opere dalla collezione, un ciclo pluriennale di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del MACRO, esponendo a rotazione le opere in deposito attraverso percorsi di dialogo tematici tra le stesse. Il progetto ha preso il via nel maggio 2015 con L’altra metà dell’arte. Un percorso al femminile nella collezione MACRO dedicato alle donne artiste della collezione, proseguendo nel novembre 2015 con Egosuperegoalterego. Volto e Corpo Contemporaneo dell’Arte. Nel maggio 2016 il terzo appuntamento con la mostra Segni, alfabeti, scritture. Percorsi nell’arte contemporanea attraverso la collezione MACRO, che ha  indagato il rapporto tra arti visive e scrittura, e nell’ottobre 2016, per il quarto appuntamento, la mostra Arte e Politica con una serie di opere legate al tema dell’impegno politico, sociale e civile.

La mostra Visioni geometriche presenta un totale di 26 opere, tra dipinti e sculture, datate prevalentemente tra i primi anni ’60 e la fine degli anni ’90. Il percorso espositivo permette, tra le grandi personalità, di riscoprire artisti e opere forse meno noti, con aperture verso eventuali nuovi fronti di indagine.

Filo conduttore della mostra è la ricerca artistica astratta – secondo cui l’immagine è svincolata dalla volontà di rappresentare il reale – che utilizza geometrie e colori come strumenti linguistici autonomi, partendo da premesse teoriche e modalità operative differenti.

L’esigenza di ricondurre la molteplicità della natura a forme geometriche essenziali appartiene all’arte di tutti i tempi. Nel Novecento però l’astrazione geometrica si sgancia da ogni riferimento alla realtà e diventa un linguaggio indipendente, con regole, principi costruttivi e schemi compositivi propri. Gli studi scientifici sulla percezione visiva portano alla nascita di filoni di ricerca artistica vicini alle teorie della Gestalt (psicologia della forma), ai modi espressivi dell’Optical Art, dell’Arte Cinetica e dell’Arte Programmata. Tendenze, queste ultime, che mirano al coinvolgimento dell’osservatore, anche attraverso illusioni ottiche e di movimento, fino a renderlo elemento primario del processo creativo (Eventualismo). Più essenziali gli esiti formali dell’approccio cosiddetto “analitico”, con particolare riferimento alla pittura. Dalla fine degli anni ’60 queste ricerche spesso si abbinano all’uso di materiali nuovi, prodotti industrialmente, con uno sconfinamento verso il design, e influenzano, in certo modo, la grafica contemporanea e il linguaggio dei mass-media.

23 giugno – 26 novembre 2017


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