Il “Moretto” che sfidò Kappler

Il “Moretto” che sfidò Kappler

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Il Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è stato uno dei pochi, se non l’unico, a intuire la tragedia dietro le deportazioni e a difendere se stesso e la sua comunità dalle razzie dei tedeschi e dei fascisti. Innamorato della nipote di uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, Moretto, grazie alle informazioni della sua amata, lancia una sfida ai nazisti comandati dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere la sua guerra personale contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti. Una storia esemplare di quegli anni duri e complessi. Che ebbero come protagonista negativa, al contrario, Celeste Di Porto, detta Stella, la “pantera nera” che denunciava alle SS i suoi correligionari, sembra per denaro.

Maurizio Molinari, Amedeo Guerrazzi Osti, Duello nel Ghetto, www.rizzoli.eu

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