Lo stupore di Roma nei ricordi di un adolescente

Lo stupore di Roma nei ricordi di un adolescente

651
CONDIVIDI

Un ragazzino romano assiste sbalordito alla trasformazione della sua città, nel 1950, in un immenso set cinematografico: si sta girando Quo vadis?, il primo dei kolossal che saranno prodotto principale della Hollywood sul Tevere per dieci anni. Il cinema fa da locomotiva e trascina tutte le arti: Guttuso è amico di Moravia, Rossellini cena con Trombadori e i politici comunisti… Roma sembra un’immensa trattoria, dai Castelli a Ostia ai bar in Piazza del Popolo, dove si incontrano Savinio il “brutto addormentato nel basco”, de Pisis l’”incantatore di sergenti”e Flaiano che, a chi gli chiede se sia comunista, risponde “Non me lo posso permettere economicamente”. E Fabrizi a Rossellini: “A Robbe’, c’hai un bel soriso, ma chi me lo dice che sai fare un bel film?”. Un periodo straordinario, in cui a Roma si facevano i migliori film del mondo, la società letteraria era centrale alla cultura ed era ancora vivo il culto dell’Americanway of life… l’epoca più divertente e creativa nella storia d’Italia. Solo ora che questa società è scomparsa ci rendiamo conto di quanto abbiamo perso. Stefano Malatesta, racconta la Roma della sua adolesenza, la Roma di Fellini, la Roma-ricotta pasoliniana. Un periodo straordinario, l’epoca più divertente e creativa della storia d’Italia, di cui ora non rimane che il ricordo.

Stefano Malatesta, Quando Roma era un paradiso, www.skira.net

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO