The_startup: una nuova luce sui sogni nel film di Alessandro d’Alatri

The_startup: una nuova luce sui sogni nel film di Alessandro d’Alatri

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La determinazione porta a un risultato, per conseguire i propri obiettivi è necessario essere determinati. Arrivare al termine del cammino che si sta percorrendo  è l’approdo nel successo personale, un terreno ambiguo, che rischia  facilmente di perdere la propria fertilità: dirigersi ad esso  comporta il pericolo dell’avvizzimento. Focalizzandosi su un obiettivo determinato, si perde di vista ciò che sta attorno: se il fuoco dello sguardo è concentrato su un unico punto, questo rischia di venirne bruciato  mentre  ciò che lo circonda perde la propria nitidezza, con l’unico risultato di un fumo grigio che nasconde e ottunde. La determinazione può portare a un termine definitivo, che accadendo finisce e fallisce. Restare indeterminati significa accogliere la possibilità come fonte inesauribile di potenzialità in grado di far scaturire una nuova fiamma. L’indeterminato non è l’indeciso, ma colui che decidere di non determinarsi, di non chiudersi in una prospettiva limitante e perciò limitata, ma restare aperti a nuove vie d’uscita e di riuscita verso le quali essere sempre pronti ad avviarsi, come scelta di mettersi in discussione, dialogare con sé stessi e con gli altri per intraprendere un nuovo cammino: <the_start up> accendi il tuo futuro è la storia di una modalità di avvio che getta una luce nuova sull’avvenire. Nelle sale cinematografiche dal 6 aprile, il film prodotto da Luca Barbareschi è stato presentato in conferenza stampa questa mattina al Teatro Eliseo, che attraverso Eliseo Cinema continua a rivelarsi un polo culturale e artistico d’avanguardia. Da una produzione Casanova Multimedia con Rai Cinema e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la regia  di Alessandro D’Alatri realizza un film che inventa la realtà di oggi calandosi in essa attraverso un’analisi profonda per riemergerne con la sintetica consapevolezza della necessità della capacità di darsi da fare, di avviarsi.

La storia vera di Matteo Achilli è stata l’occasione per riprodurre  un’esperienza esemplare: Matteo ( Andrea Arcangeli) è un diciottenne romano che cresce insieme alla sua invenzione, trasformandola da idea in progetto. Matteo e la sua vita sono un universo ordinato,  illuminato dalle stelle di riferimento di genitori ( Lidia Vitale e Massimiliano Gallo) e fidanzata ( Paola Galliari). Matteo non si lascia avvolgere dall’armonia in cui si trova, vuole  trovare la propria musica. Nel momento della scelta per il proprio futuro, sceglie di inventarlo attraverso  Egomnia, un social network capace di far interagire domanda e offerta che agevoli chi cerca lavoro. Per realizzare il proprio, Matteo si apre all’altro, incontra Giuseppe ( Luca di Giovanni), un informatico universitario che lo accompagna nel cammino a cui ha dato avvio. Successivamente da Roma si sposta a Milano per intraprendere gli studi universitari: le città è una svolta nel percorso, ma i  nuovi incontri sono continue svolte che rischiano di far perdere la rotta a Matteo.  Nel confronto con l’altro, l’incontro diventa uno scontro con sé stesso e le nuove conoscenze milanesi di Cecilia (Matilde Gioli), Valerio (Matteo Leoni)  e Leonardo ( Matteo Vignati) fanno deviare Matteo in un rimbalzo continuo in cui sperimenta fiducia, delusione e amicizia. Tra passato a futuro, Roma e Milano sono i due poli magnetici della vita del giovane che lo attraggono a sé  svelando la tensione intima tra ricordo e novità. Matteo rischia di dimenticare il proprio punto di partenza aperto e altruista per rinchiudersi nella logica del profitto, ma alla fine Matteo riesce nel suo progetto perché esce dal proprio ego  e si apre a tutte le possibilità-omnia. Egomnia è il nome proprio di un sogno che viene trasformato in realtà, diventando il burattinaio invisibile che muove le fila dell’intera vicenda, che si snoda attraverso una dinamica interpersonale che si dispiega nell’effettiva fragilità dei rapporti umani per evidenziarne poi il lato intrinsecamente costruttivo e benefico, nel movimento inesausta tra l’io e il tutto che lo circonda. <the_ start up> è l’elogio dell’indeterminatezza, della capacità di restare aperti, accettando e accogliendo la sconfitta, senza lasciarsi esaurire, ma continuando in una ricerca innovativa, che tenda a un nuovo da immettere nella propria vita, senza rinnegarsi , per arricchirsi progressivamente, in un riavvio continuo, che sappia dar luce a diverse prospettive .

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