Villa d’Este 2016. Un tuffo nel passato

Villa d’Este 2016. Un tuffo nel passato

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Dobbiamo ammetterlo, noi siamo più quel genere di appassionati da casco in testa, quelli che vivono del rombo dei motori, di velocità, di quell’odore di freni misto a quello di gomma bruciata che senti ogni volta che affronti un tratto di strada ricco di curve. Ma nonostante questo approccio molto “racing” alla nostra passione per le automobili, ogni tanto è bello togliere il casco, indossare la camicia e vivere l’aspetto più classico ed elegante della passione per l’auto. Quella legata ai modelli che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Quegli esemplari che hanno rappresentato la base di partenza per tutti i progressi tecnologici e stilistici che oggi sono alla base dell’automobilismo moderno. E non esiste altro luogo al mondo in cui è possibile vedere così da vicino questi veri e propri pezzi di storia su quattro ruote al di fuori del Concorso di Eleganza di Villa d’Este. Non si tratta di un semplice evento dedicato alle auto storiche, ma di un luogo fuori dal tempo, in cui le auto, la location e lo spirito con cui i collezionisti vi prendono parte ti permettono di fare un vero e proprio tuffo nel passato, alla scoperta di quelle atmosfere tipiche dei decenni più belli dell’automobilismo.

Arriviamo a Cernobbio a metà mattina. Fa un caldo cane, in cielo c’è giusto qualche nuvola e noi siamo bloccati nel traffico. Le rive del Lago di Como sono una meta molto amata dai turisti durante un po’ tutti i mesi dell’anno, ma nell’arco della tre giorni dedicata al mondo dell’auto storica, questa zona diventa l’epicentro mondiale delle classiche, in grado di richiamare appassionati da ogni parte del mondo. Intorno a noi ci sono auto con targhe austriache, svizzere, tedesche, francesi. E che auto. Per noi la mostra comincia qui fuori. Mentre procediamo a passo d’uomo verso i parcheggi, tendiamo l’orecchio fuori dal finestrino e tra un vigile che fischia nervosamente in mezzo a una rotonda e il chiacchiericcio dei tanti passanti che camminano verso l’ingresso, ascoltiamo la voce di tanti motori che rombano accanto a noi. Una R8, una FF, una 4C. In una elegante sfilata che ci accompagna anche dopo aver parcheggiato e fino all’ingresso di Villa Erba. Che spettacolo.

Una volta entrati, la prima cosa che visitiamo è la mostra allestita da BMW. Una mostra molto particolare, in cui passato e futuro si incontrano in accostamenti a dir poco mozzafiato. Ci sono molte auto che hanno contribuito a fare la storia del marchio tedesco e accanto a queste, le loro interpretazioni in chiave futuristica. Il risultato? Rimaniamo a bocca aperta, ammaliati da quanto delle linee tanto datate possano essere così elegantemente reinterpretate. Ci voltiamo a destra, c’è una M1 con accanto  la M1 Hommage Concept del 2008. Ci giriamo a sinistra e c’è una cattivissima 3.0 CSL da competizione affiancata dalla 3.0 CSL Hommage R con la stessa livrea della sua progenitrice. Ma la nostra attenzione ricade su ciò che c’è davanti a noi, la vera novità di BMW per questa edizione del Concorso. La 2002 Hommage, ossia la reinterpretazione della mitica 2002 Turbo del 1973. Bombata, cattiva, con quelle pinze dei freni giganti che non fanno che farci pensare a quanta cattiveria deve esserci nascosta sotto quel cofano.

Ma dopo questo salto nel futuro è ora di lanciarsi nel passato. Usciamo quindi fuori, nel grande parco che affaccia proprio sul lago. Passeggiamo sul prato perfettamente curato e in un attimo ci sentiamo catapultati nella Bella Epoque, nel lusso sfrenato degli anni Trenta, nella voglia di competizioni degli anni Cinquanta. E a trasmettercelo non sono soltanto le auto in esposizione, ma anche le tante persone accanto a noi. Molti dei proprietari delle auto presenti, infatti, indossano i classici abiti che andavano di moda negli anni di produzione delle vetture che possiedono. È davvero come fare un salto nel passato e a incidere è anche e soprattutto la location. Lussuosa, elegante. Il lago da una parte e i tanti alberi dall’altra che fanno ombra a una villa dallo stile classico.

Visitare il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este non è come visitare qualsiasi altro salone dell’auto o raduno di auto storiche. Qui il pubblico si sente parte di questo grande quadro e per questo motivo intorno a noi buona parte delle persone presenti è vestita in maniera più o meno elegante, ma sicuramente attenta. In fondo il pubblico è uno dei veri protagonisti di questa manifestazione. Sono i visitatori ad assegnare il premio Best of Show per referendum popolare, che quest’anno è andato a una bellissima Lamborghini Miura del 1971. Mentre noi continuiamo il nostro giro, infatti, la sfilata delle vetture comincia. Decidiamo così di spostarci verso il palco allestito per l’occasione accanto alla villa. La strada che porta fin qui dai giardini è gremita di persone. Tutti ad attendere il passaggio delle auto e ci uniamo anche noi. Troviamo un piccolo spazio all’ombra di un albero e aspettiamo. Da un momento all’altro un boato rompe il brusio prodotto dalle chiacchiere delle tantissime persone presenti. Tutti si guardano mentre cominciano a susseguirsi una serie di latrati che fanno alzare in volo molti degli uccelli presenti sugli alberi. E noi non abbiamo dubbi, si tratta della Bugatti Vision GT. Già perché a Villa d’Este oltre alle storiche c’è spazio anche per le concept car, che ovviamente fanno classifica a se e tra queste spiccano anche la Aston Martin Vanquish Zagato Concept o la piccola Alpine Vision o ancora l’Alfa Romeo Disco Volante di Touring che si è aggiudicata il premio Design Award.

La voce della Bugatti si fa sempre più forte, sempre più vicina e poi, finalmente, eccola spuntare da dietro gli alberi. Bassa, larga, fa davvero paura. Le sue linee hanno anticipato quelle della Chiron, la erede della Veyron, ma qui, sulla GT, sono evolute ipotizzando un utilizzo racing della macchina. In un attimo la folla accanto a noi torna ad animarsi: i “click” delle macchine fotografiche si susseguono all’impazzata, mentre gli schermi degli smartphone alzati sopra le teste riflettono la luce del sole. La scena è incredibile: in tantissimi si muovono in processione dietro la Bugatti e dopo di lei lo fanno con moltissime altre auto per registrarne il suono, per fotografarne ogni linea. È proprio vero, l’abito non fa il monaco e quando si ha una passione, non importa se si indossa giacca e camicia, si è sempre e comunque pronti a respirare l’odore della benzina per scattare la foto migliore possibile della propria auto preferita, per portarla a casa e sfoggiarla come un trofeo.

 

Il sole comincia a scendere e in molti, dopo aver sfilato, guidano i loro gioielli fuori dal parco. Noi restiamo ancora un po’ ad osservare le auto che ancora si trovano sulla riva del lago. Insieme alle auto anche molti visitatori sono andati via e l’atmosfera si fa più tranquilla, rilassata. C’è chi sorseggia un cocktail, chi racconta la storia della sua vettura agli appassionati rimasti e noi passeggiamo, osserviamo, ascoltiamo e pensiamo: amiamo le auto in tutte le loro sfaccettature e da amanti della guida non perdiamo occasione per spremerle su una strada tutta curve, ma spesso dimentichiamo cosa ci ha portati fino a qui, fino ai cambi a doppia frizione, ai freni in carboceramica, all’aerodinamica attiva. Venire qui a Villa d’Este è stato un po’ come prendere parte a una lezione di storia che ci ha permesso di ripercorrere buona parte della lunga evoluzione che l’automobile ha avuto in poco più di un secolo di vita e di lanciare contemporaneamente un veloce sguardo a ciò che verrà. Il tutto immersi in un luogo da cartolina, degno dei gioielli che per tre giorni ne hanno animato gli scorci. Ora, però, possiamo indossare di nuovo il casco.

I principali premi assegnati

Best in Show: Maserati A6 GCS, 1954

Coppa d’Oro: Lancia Astura II Serie, 1933

Best Preserved Vehicle: Alfa Romeo Giulietta SZ, 1961

Best of Show referendum popolare: Lamborghini Miura P400 SV, 1971

Design Award: Alfa Romeo Disco Volante by Touring, 2016


 

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