Grillo vs Grillo: un “duello conciliante”

Grillo vs Grillo: un “duello conciliante”

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Grillo VS Grillo al Teatro EuropAuditorium di Bologna
Grillo VS Grillo al Teatro EuropAuditorium di Bologna

E’ uno spettacolo al limite tra la politica e la satira quello tenutosi ieri sera all’Auditorium Conciliazione. Grillo vs Grillo, la rappresentazione di uno scontro tra il Grillo nato, cresciuto e maturato come cabarettista e il Grillo divenuto icona politica, ormai per la maggior parte dell’opinione pubblica. Il compito prefissato dal comico, è quello di scrollarsi di dosso il target politico assegnatogli. Parla di “ritorno alla sua natura perché ne soffre; il lato politico non può’ abbinarsi con quello da cabarettista. Le battute e il diritto di satira vengono private e , involontariamente, rubano cosi’ al comico la sua natura, quella che lo ha fatto esplodere e diventare ciò che ora è. Allo stesso tempo però diviene difficile eliminare dalla sua personalità il lato politico nato negli anni di maturazione artistica. Molto spesso la crescita artistica è dipesa dal suo ruolo avuto nella satira politica. Ma come, ora, conciliare la responsabilità politica con il diritto di satira? E’ qui che emerge la problematicità dello spettacolo, un impasse non semplice da superare. A guardare bene, però, è una difficoltà apparente. Tutti siamo immersi nel mondo e in ciò che accade, chi più chi meno abbiamo a che fare con esperienze di vita che ci fanno crescere mentalmente e moralmente. L’impegno politico ha diversi lati: attivismo, discussione e, perché no, anche satira. Se si considerasse, quindi, il lato politico come un insieme di attitudini che coincidono con la nostra stessa idea di vita, si può’ ben riscontrare come non c’è assolutamente incompatibilità di elementi. La incompatibilità si ravvisa nell’attività di delega che spesso si fa verso qualcuno a cui si affida la propria vita. Se tuteliamo ognuno di noi la nostra vita, allora ne tuteliamo i rapporti, la quotidianità e le virtù. La vita è politica; nella polis greca la politica, la discussione era imperata nel sistema sociale, artistico e culturale dell’uomo. La politica sosteneva l’istinto primordiale alla socialità, senza la quale viene a mancare l’aggancio morale alla vita. Tutto questo per confermare come da una parte ci sia la realtà, ciò che noi siamo nel mondo, dall’altra invece ciò che noi pensiamo sia la realtà, la credenza, la delega in qualcuno che ci toglie di dosso il peso della responsabilità ad autodeterminarsi. E’ lo stesso punto nevralgico su cui si concentra lo spettacolo: realtà o credenza? Da una parte l’attivismo che è la realtà dei fatti, dall’altra invece la credenza, ciò che noi crediamo che la vita sia, come il non assumersi la responsabilità che si ha di se stessi e degli altri nel circolo sociale. Nonostante la distinzione tra politico e comico, Grillo ci indirizza alla riflessione sulla compatibilità partendo dall’incompatibilità. E’ pur vero che ormai è impossibile restituirne la singola natura di cabarettista di un tempo; ormai, come lui stesso ammette nel finale, “due valgono uno”, ma aggiungerei anche tre, quattro, cinque e all’infinito valgono uno. Perché la politica non è una branca, una professione, ma la stessa idea di vita con tutte le sue sfumature. E’ pur vero che ormai non è più il Grillo che ci regala risate. Si ride si, ma con l’amaro in bocca, e si fanno riflessioni. Rimane comunque il dubbio: si avrà nostalgia del vecchio Grillo?

Nicola Di Lisa

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