“Che cosa è questo, Amore, c’al core entra per gli occhi”. Michelangelo,...

“Che cosa è questo, Amore, c’al core entra per gli occhi”. Michelangelo, un genio innamorato in scena al Brancaccino

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Torna la coppia Montesano Vanoni, questa volta con un teatro di narrazione, delicato e profondo, sulla figura titanica di Michelangelo. Una produzione Florian Metateatro che torna, per la seconda volta, nel mondo dell’arte spiegata al grande pubblico.

C’è chi sostiene che in questo spettacolo, a differenza de “L’arte è una caramella”, ci sia ‘poco amore’.

Ci permettiamo di dissentire. Prima di ogni cosa, bisognerebbe capire cosa sia l’amore nel teatro. In secondo, bisognerebbe cercare di vedere se, definito il concetto, esso mal si tagli per questo frangente.

Alla prima domanda si può rispondere, in modo semplice, che l’amore, nel teatro, è amare il teatro stesso. E così facendo, mettere in scena con dovizia di particolare, analisi e attenzione.

Certo, la pedanteria è sempre dietro l’angolo, ma non è questo il caso.

Pedante sarebbe stato uno spettacolo che si limita a una spiegazione. Pedante sarebbe potuto essere una verifica scolastica di quante nozioni ci siamo dimenticati o ricordati.

Ancora una volta, però, Montesano riesce a dipingere, con colpi di pennello chiaroscurali, un mondo fatto di estremismi, un mondo passionale, un universo popolato da un vuoto pneumatico di speranze che vive, però, di illusioni di immortalità. Dico ancora una volta, perché Montesano è fatto proprio come i suoi spettacolo: ondeggianti da un polo all’altro dell’emisfero emotivo. Senza nessuna sfumatura tra l’artico della felicità e l’antartico della tristezza.

La regia di Montesano mette in scena una condivisione. Una celebrazione laica della religione dell’arte, che non pretende adepti ma solo ascoltatori. Ma da bravo artista navigato Montesano dosa anche l’umorismo e l’ironia.

Una ironia che viene decantata da Carlo Vanoni. Un non-attore che invece dà prova di una professionalità squisita. Nel monologo di più di un’ora, incanta, porta lo spettatore nei meandri erotici di un Michelangelo invaghito della giovinezza, e decanta la bellezza.

E’ uno spettacolo per tutti. Uno spettacolo che si può proporre come un vino delicato, che non stordisce né sazia. Perché l’arte non basta mai. Come una caramella ne chiama un’altra, così un goccio di bellezza ne vuole subito un altro. E noi, tutti, aspettiamo con ansia il prossimo spettacolo del duo Vanoni Montesano.

 

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