Home teatro SETTIMO CIELO di Caryl Churchill, dal 14 al 25 febbraio al Teatro...

SETTIMO CIELO di Caryl Churchill, dal 14 al 25 febbraio al Teatro India

317

Dal 14 al 25 febbraio va in scena al Teatro India Settimo Cielo di Caryl Churchill diretto da Giorgina Pi, tradotto da Riccardo Duranti e interpretato da Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Lorenzo Parrotto, Aurora Peres, Alessandro Riceci e Marco Spiga. Il testo datato 1979, uno dei più importanti  della drammaturga britannica, esplica (ponendo domande, e rispondendo a queste con altrettante domande) tematiche sociali, individuali e anche storiche in un dramma in due atti, sospeso tra l’Africa coloniale del 1879 e l’Inghilterra di un secolo dopo (quella contemporanea alla redazione del dramma)  in cui i ruoli attoriali e i sottotesti si rovesciano, nella logica del doppio artaudiano. E’ proprio il teatro della crudeltà che impone la frammentazione testuale e il ribaltamento (definito anche “cross casting” dalla regista) sulla scena dei ruoli e delle pratiche date come imposizione sociale, più che contestate (come si potrebbe essere portati  a credere) problematizzate e irrise dalla drammaturgia e dalla messa in scena che dipinge di punk, e in generale di “sottocultura” in senso anglosassone, lo spazio teatrale, riempito da oggetti carichi di significato metaforico e di corrispondenze con i temi così esplicitamente e “pericolosamente” esposti.

La frammentazione della drammaturgia, brechtiana (perché fortemente straniante) ma anche leggibile anche secondo altre chiavi interpretative, rende ancora più imponente la suggestione che scaturisce dal percorso personale dei personaggi, sospeso tra gli estremi di un secolo di storia di una nazione raccontata funambolicamente, in antitesi con la realtà simbolica e corporea, per, come da sempre significato dall’autrice, porre domande all’interno dello spazio delimitato dalle pareti teatrali. La risposta alle domande poste dallo spettacolo risiede nel cambiamento e nella frattura (spazio-temporale e simbolica) tra i due atti, frattura che ripone e riordina in posti sempre diversi gli oggetti scenici e sociali (sensibili) problematizzati storicamente e socialmente,  all’interno della articolata discussione riguardo ai temi del genere (o meglio, dei ruoli sociali di ieri e di oggi), della sessualità (prima sottintesa, vittorianamente, e poi esplosiva e rovente) e infine  dell’identità nell’azione quotidiana.