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Teatro della Cometa: apertura di stagione con ALLEGRA ERA LA VEDOVA con Gennaro Cannavacciuolo, dal 9 ottobre al 4 novembre

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9 OTTOBRE | 4 NOVEMBRE 2018

GENNARO CANNAVACCIUOLO in
ALLEGRA ERA LA VEDOVA?

ONE-MAN SHOW PER UNA MILIARDARIA

autore Gianni Gori, da un’idea di Alessandro Gilleri

regia Gennaro Cannavacciuolo e Roberto Croce

ballerini Giovanni De Domenico e Fulvio Maiorani

pianoforte Dario Pieriniclarinetto/sax contralto Andrea Tardioliviolino Piermarco Gordini

scene Alessandro Chiti

costumi Giuseppe Tramontano e Claudio Cinelli

coreografie Roberto Croce

assistente alla regia Gianluca Delle Fontane

disegno luci Michele Lavanga

fonica Alfonso D’Emilio

produzione Elsinor

 

Gennaro Cannavacciuolo sarà il protagonista al Teatro della Cometa dal 9 ottobre al 4 novembre di ALLEGRA ERA LA VEDOVA? one-man show per una miliardaria, autore Gianni Gori, da un’idea di Alessandro Gilleri. Regia di Gennaro Cannavacciuolo e Roberto Croce.

Ad accompagnare in scena Gennaro due ballerini, Giovanni De Domenico e Fulvio Maiorani e tre musicisti: pianoforte Dario Pieriniclarinetto/sax contralto Andrea Tardioliviolino Piermarco Gordini.

 

ALLEGRA ERA LA VEDOVA? Debuttò nel 2005 a Cividale del Friuli, ottenendo grandi consensi e rimase quindi “nel cassetto” per 12 anni. Ora ripresa, con il sottotitolo One-man-show per una miliardaria”, rivisita lo spirito dell’operetta in modo assolutamente originale, tramite la La Vedova Allegra di Lehàr. Un capriccio scenico interpretato da un versatilissimo attore e cantante della scena italiana, Gennaro Cannavacciuolo, ormai consacratosi come ideatore di one-man-show, che interpreta i personaggi simbolo della Vedova Allegra (il conte Danilo, Hanna Glawari, il Njegus, Valentienne, Barone Zeta), alternando sapientemente momenti comici, sentimentali e drammatici.

Il narratore, Louis Treumann, primo Danilo Danilowich nel 1905 e prediletto di Lehàr, ci conduce in questo viaggio storico tramite le arie più famose del mondo operettistico: attraversa il ‘900, rievocando la Belle Epoque, la prima guerra mondiale, gli anni 20, sino all’inferno della deportazione, suo ultimo viaggio. Il protagonista, alle soglie di un autentico colpo di scena, di un epilogo impressionante negli anni più cupi della Germania nazista, rievoca e ripercorre non solo i propri successi, ma la fortuna stessa dell’operetta viennese e del “mondo di ieri” prossimo allo sfacelo.

Uno spettacolo di indiscutibile virtuosismo, tratto da un testo inedito ritrovato nell’archivio di un teatro lirico del nord Italia, e che viene eseguito in una riduzione musicale con un trio di formazione classica.

Una mise-en-abyme per mezzo secolo di storia e per un fantasista come Gennaro Cannavacciuolo in grado di coniugare con grande equilibrio il talento comico e quello drammatico.

Uno spettacolo di sicura eleganza e di forte impatto visivo, grazie ad una scenografia essenziale, di sviluppo verticale e lineare, con il supporto di inserti audio-visivi.