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“Call me God”, a Viterbo un inedito esperimento di scrittura multipla teatrale

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Dopo una lunga serie di rappresentazioni al Residenz Theater di Monaco di Baviera, arriva a Viterbo il primo studio in lingua italiana di “Call Me God”. La manifestazione rientra all’interno di Quartieri dell’Arte che, grazie al suo impegno, riapre ancora una volta l’ex cinema Corso (Corso Italia 103), chiuso da circa 30 anni. L’appuntamento è per domenica 18 e lunedì 19 ottobre, alle ore 21.

Si tratta di una produzione cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma EU Collective Plays! In “Call Me God” quattro drammaturghi, in una scrittura a più voci, affrontano uno dei temi più urgenti dei nostri tempi: il rapporto tra la sicurezza e la libertà degli individui. Il punto di incontro per Gian Maria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd, sono i Beltway sniper attacks, gli attacchi dei cecchini della circonvallazione che, nell’ottobre 2002, tra Washington D.C., il Maryland e la Virginia, causarono ben 10 vittime. Un fatto di cronaca che ha causato molto scalpore negli Usa, ma deliberatamente scelto per questo lavoro perché poco noto in Europa.

Da qui parte un inedito esperimento di scrittura multipla: ognuno dei quattro drammaturghi infatti scriverà una sezione di testo autonoma, alla fine montata da von Mayenburg che curerà la stesura definitiva, esaltando le differenze e i contrasti, come si trattasse di un quadro cubista.
“Uccidere gratuitamente è la più grande infrazione a tutti i principi morali. Per questo il malvagio è sempre avvolto da un’incredibile aura di fascino, come si legge nel programma dello spettacolo”, scriveva nel 2012 Der Spiegel parlando di Call Me God. ‘Abbiamo un problema’, affermano ripetutamente i poliziotti durante Call Me God. E gli spettatori si sentono chiamati in causa come parte di questo problema – chiudeva Der Spiegel – ecco la vera abilità di questo spettacolo. In compenso, però, si divertono da morire”.

La versione in lingua italiana è affidata allo studio di Alessandro Machia e vede, come interpreti, Monica Nappo Kelly, Nicola Nocella, Alessia Giangiuliani e Mauro Racanati, insieme agli allievi-attori del Centro Sperimentale di Cinematografia. Scene e luci sono di Elisabetta Salvatori, i costumi di Sara Bianchi, l’aiuto regia di Vittoria Sipone, il video project mapping di Luca Agnani, le riprese video di Francesco Di Mauro, il suono di Gianluca Gasparrini.
E’ possibile acquistare il biglietto la sera stessa dello spettacolo può farlo a partire da un’ora prima dell’inizio dello stesso presso l’ex Cinema Corso.
Info e prenotazioni:
ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com