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Concerto itinerante in metro, gli artisti di ieri e di oggi fuori dal “ghetto”

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Ci sono tante prime volte, anche a Roma: sabato 17 ottobre, l’orchestra del Teatro dell’Opera si esibirà in un concerto itinerante, in  tre stazioni della metro C.  “Non abbiamo pianto” – questo il nome del progetto – per la prima volta unisce soggetti pubblici (Comune di Roma) e privati in ricordo di una data spesso dimenticata.

Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

Il 17 ottobre 1944 1.390 ebrei cechi, austriaci e moldavi furono giustiziati nella camere a gas di Auschwitz-Birkenau. Erano gli artisti che, per 4 anni, avevano vissuto nel ghetto di Terezín, concepito dal Reich come una sorta di modello per negare l’esistenza dei lager. Il giorno precedente erano stati caricati sul kunstlertransport, il “treno degli artisti” e dopo 24 ore la loro esistenza è finita tragicamente “su per i camini”. Giovani artisti, tra i 20 e i 40 anni, assassinati nel pieno delle loro, “due generazioni di talenti sterminate dalla ferocia umana”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa il presidente dell’associazione promotrice dell’iniziativa, She lives, Fabiana Piersanti. “Noi non vogliamo celebrare o commemorare, non è nostro compito – ha aggiunto – piuttosto ricordare quel 17 ottobre come un atto di profonda ingiustizia”.

Una data che risuona pesantemente anche nella memoria degli ebrei romani perché, il 16 ottobre del 1943, 1024 ebrei vennero deportati. “Andare incontro alla gente costituisce l’essenza del mio lavoro – ha affermato la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello – e oggi più che mai si ribadisce l’importanza di questo concetto, affinché si esca fuori dai ghetti, affinché non ci siano mai più ghetti. L’istinto mi suggerirebbe di stringere la mano a tutti in segno di gratitudine – ha quindi aggiunto – perché tutti assieme abbiamo una forza che, presi singolarmente, non avremmo”.

La musica scende dunque nel ventre della città per toccare le sue periferie, in linea con le intenzione del sovrintendente Carlo Fuortes di portare la musica anche al di fuori del Costanzi. “Stiamo lavorando ad un nuovo progetto che vedrà a giugno un’opera come il Barbiere di Siviglia dislocato in ben 4 piazze della città”, ha detto oggi in conferenza stampa Fuortes.
L’appuntamento per la sera del 17 è alle 18.30 alla stazione di Pigneto; da lì si ci sposterà poi alla fermata di Teano, dove avrà inizio tutto alle 19.09, “esattamente 1 minuto dopo la fine dello shabat, in rispetto della comunità ebraica”, ha rimarcato She lives.

Giorgio Barberio Corsetti
Giorgio Barberio Corsetti

Il Concerto vuole far uscire fuori dal ghetto della storia i compositori della Shoah facendoli dialogare con i musicisti del nostro tempo e sottraendoli ai contesti commemorativi nei quali vengono quasi sempre relegati. Per questo motivo le musiche di Pavel Haas, una delle vittime di quel 17 ottobre, si uniranno a quelle di Lasse Thoresen, il maggiore compositore scandivano vivente che, per l’occasione, seguirà personalmente le prove e il concerto. Un incontro tra passato e presente, dunque, che vive anche nella poesia. Le musiche di Haas e Thoresen si saldano infatti, nel corso del concerto, con il diario poetico scritto a Terezín da Viktor Ullmann e con i testi del poeta contemporaneo Nicola Muschitiello tratti da La rosa eterna. Ai versi daranno voce due artisti del nostro tempo, anche loro eredi ideali dei padri di Terezín: il regista Giorgio Barberio Corsetti e lo stesso Nicola Muschitiello.

Lasse Thoresen
Lasse Thoresen

La musica proseguirà quindi alle 19.45 alla la stazione di Malatesta e ancora una volta a Pigneto, intorno alle 21, per le ultime letture di congedo. Il concerto itinerante – totalmente gratuito se non per il costo di un biglietto metro – sarà trasmesso in diretta da Rai Radio3 che, tramite il direttore Marino Sinibaldi, rimarca l’impegno dell’emittente verso quell’opera di diffusione della memoria e della sua capacità creativa. Nelle tre stazioni e lungo il percorso, inoltre gli spettatori potranno inoltre visitare una mostra itinerante dei disegni di Peter Kien e Bredrich Fritta, che ritraggono la vita quotidiana di Terezín. Come teche viventi, una ventina di figuranti esporranno queste opere d’arte, fungendo da guida agli spettatori negli spostamenti tra le stazioni della metro C.