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Rimbaud e Verlaine devono riposare al Pantheon di Parigi? E’ guerra in Francia

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E’ guerra di appelli contrapposti in Francia al presidente Emmanuel Macron sulle spoglie mortali di Arthur Rimbaud (1854-91) e di Paul Verlaine (1844-96). Con un documento pubblicato sul quotidiano “Le Monde” un gruppo di intellettuali si oppone all’ingresso dei due “poeti maledetti”, amici ed amanti, nel Pantheon di Parigi, dove riposano ‘i grandi di Francia’. Secondo i firmatari – tra cui Denis Podalydès, Muriel Barbery, Frédéric Boyer, Anouk Grinberg e Erri de Luca – Macron deve “rifiutare il loro ingresso forzato”, opponendosi a “un errore”, frutto della
“strumentalizzazione dei due poeta”.

La pubblicazione di questo appello segue quello di tutt’altro tenore lanciato lo scorso 9 settembre al presidente della Repubblica francese a favore della pantheonizzazione di Rimbaud e Verlain, perché i due poeti “sono anche simboli della diversità, e hanno dovuto sopportare l’omofobia tipica della loro epoca”. Secondo questa petizione, “sarebbe un atto di giustizia farli entrare oggi al Panthéon, accanto
ad altri grandi figure letterarie come Voltaire, Rousseau, Dumas, Hugo, Malraux”. L’appello che reclama l’ingresso nel Panthéon è stato firmato da un centinaio di personalità francesi, tra cui nove ex ministri della Cultura e dell’Educazione (tra cui Jack Lang, Jean-Jacques Aillagon, Frédéric Mitterrand e Françoise Nyssen) e da scrittori, intellettuali e professori universitari come Annie Ernaux,
Michel Onfray e Edgar Morin. L’idea di portare Rimbaud e Verlaine, protagonisti di uno scandaloso amore gay, nel monumento delle ‘glorie nazionali francesi’ è venuta
all’editore Jean-Luc Barré, al giornalista e saggista Frédéric Martel e allo scrittore Nicolas Idier. Secondo i firmatari del
contro-appello, invece, le “clamorose provocazioni dell’adolescente ribelle” Arthur Rimbaud sono incompatibili con un’istituzione come il Pantheon. Quanto a Paul Verlaine, “chiese ai suoi amici communards di
puntare le armi contro il Pantheon”.

Rimbaud è sepolto nella sua città natale di Charleville-Mézières (Ardenne), che odiava, e nella tomba di famiglia,
accanto, ricorda la petizione per trasferirlo al Panthéon, al “suo nemico e usurpatore, Paterne Berrichon”, un poeta minore sposato a sua sorella e che danneggiò l’immagine di Arthur dopo la sua morte. Verlaine riposa nel cimitero di Batignolles a Parigi, anche lui nella tomba di famiglia, “vicino alla tangenziale sotto orribili fiori di plastica”. “È così che la Francia onora i suoi più grandi poeti?”, si
chiedono i firmatari dell’appello che reclama l’ingresso al Pantheon.