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Due passi in Via Giulia per l’ultima Regina d’Italia, interpretata da Elena Croce nello spettacolo di Silvano Spada

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Nell’ultimo fine settimana, da giovedì 25 a domenica 28 novembre, l’OFF/OFF Theatre accoglie la storia di una donna controversa, l’ultima Regina d’Italia, la cui vita è essa stessa parte della storia di tutti noi. È Maria José, la sposa dell’ultimo sovrano italiano, Umberto II di Savoia, a capo di una nazione che dopo aver visto i due coniugi come regnanti, vivrà un’epoca totalmente nuova. La donna, il suo ruolo, la sua vita, tutto questo va in scena grazie all’interpretazione di un’intensa Elena Croce, protagonista nei panni di Maria José, nel testo scritto e diretto da Silvano Spada, nell’anno in cui ricorrono i vent’anni dalla sua scomparsa.

 

L’ultima donna che ha occupato il trono d’Italia prima della proclamazione della Repubblica, è in realtà la sovrana consorte che conta il più breve Regno dell’Italia unita. È Maria Giuseppina di Savoia, il cui nome italianizzato non fu mai da lei adottato, neppure sui documenti ufficiali come l’atto di matrimonio.

Personaggio irrequieto, anticonformista, fuori dagli schemi. Maria José era figlia del Re del Belgio e consanguinea di Ludwig di Baviera, Massimiliano d’Asburgo e dello sfortunato Principe Rodolfo, noto per la tragedia di Mayerling. La giovane Maria ha intrecciato la sua vita con quelle di Mussolini, Hitler, Ciano, Vittorio Emanuele III e con tutti i protagonisti dell’epoca, ma anche con Ferruccio Parri, Nenni e, in qualche modo, ha partecipato alla Resistenza, portando armi ai partigiani piemontesi.

Già da principessa ereditaria, fuggiva dal Palazzo del Quirinale e dalle regole, frequentando trattorie romane e incontrando intellettuali antifascisti. Sfuggendo al cerimoniale, si sedeva sui gradini delle chiese per ammirare i monumenti di Roma. Di lei si è detto tutto e il contrario di tutto, si è parlato e scritto delle sue vere o presunte infedeltà coniugali e si sono fatte congetture sulle paternità dei suoi quattro figli. Era anche noto il suo amore per la musica e per la storia e, dal suo esilio di Merlinge, è stata autrice di libri e saggi, fumava sessanta sigarette al giorno e non disdegnava il whisky. Moglie infelice e ferita ma, il suo ultimo desiderio, è stato di essere sepolta accanto a quello che, comunque, era stato suo marito: l’uomo del quale si era innamorata al primo incontro.

Nel 2021 ricorrono i vent’anni dalla sua scomparsa. Un anniversario di una figura importante della nostra storia, che lo spettacolo di Silvano Spada focalizza attraverso la descrizione scenica di una personalità complessa, che ha vissuto drammatiche pagine della nostra esistenza. A quelle storiche, si sono aggiunte anche le pagine private del suo personale percorso umano e di vita, legato a doppio filo al difficile rapporto con Umberto II di Savoia, con cui ha avuto un matrimonio più che sofferto.

Per interpretare il ruolo di Maria JoséSilvano Spada ha voluto Elena Croce, un’attrice protagonista di quarant’anni di teatro italiano con registi da Strehler a Luca Ronconi, da Pressburger a Patroni Griffi e tantissimi altri e nella sua presentazione dello spettacolo Spada ha scritto: “Gli avvenimenti storici vanno giudicati, anche con severità, laddove sia emersa chiara e definitiva la verità dei fatti. Poi, con il trascorrere degli anni, nel bene e nel male e senza revisionismi, quella Storia appartiene, comunque, a tutti noi”.