Home musica “L’estate del ’78”, il nuovo cd di Marco Di Stefano

“L’estate del ’78”, il nuovo cd di Marco Di Stefano

121

L’Estate del ’78 è un album per pianoforte solo composto da Marco Di Stefano ispirato all’omonimo romanzo di successo scritto da Roberto Alajmo. L’album sarà disponibile a partire dal 1° maggio su tutte le piattaforme digitali e in CD sul sito bluespiralrecords.com.

Di seguito alcune parole in merito:

In una torrida estate del 1978, un ragazzo vede la mamma per l’ultima volta. E’ un addio, ma lui non lo sa. Su questo abbraccio perduto, Roberto Alajmo ha costruito “L’estate del ’78” (Sellerio). Uno scalino dopo l’altro: li sale Marco Di Stefano che sul romanzo ha costruito un’opera musicale in dieci capitoli, un racconto fluido che si immerge nelle parole. Ogni nota, melodia o brano è un riflesso musicale, specchio concavo di storie e personaggi. “L’estate del ‘78”, dieci brani che “raccontano” il romanzo e si lasciano affettuosamente raccontare a vicenda. (Simonetta Trovato)

«E’ strano immaginare che il proprio vissuto, la traccia che abbiamo lasciato di noi al passaggio nel mondo, possa riguardare anche altri. Eppure questo è il miracolo della letteratura, certe volte: quel che sembrerebbe il mio ombelico, si rivela essere l’ombelico del mondo. Non è semplice e nemmeno frequente, ma talvolta succede. La letteratura e la musica riescono ad essere fra loro “simpatiche”, a interagire misteriosamente. E a risultare ancora più misteriosamente empatiche col resto del mondo. Non esiste una formula infallibile, ma un’alchimia che di volta in volta si viene a creare. Magari questa è una di quelle volte.» (Roberto Alajmo)

Questo album nasce da un sogno fatto una notte dell’estate del 2018. Un uomo dai capelli brizzolati cammina per le stradine di un antico borgo dell’entroterra siciliano con aria soddisfatta, serena. Tutto intorno case in pietra e dalle persiane colorate una musica comincia a spandersi per le stradine finché l’uomo di mezza età ne è sopraffatto e comincia a cantarne la melodia.

Questa melodia, rubata al sogno, è interamente divenuta la traccia «L’ultima volta di ogni cosa», lo snodo principale da cui tutto l’album si costruisce e si sviluppa. La lettura del libro ha poi ispirato la composizione dei restanti brani facendo incontrare i suoi personaggi con l’onirica melodia in uno spazio introspettivo e emozionale.