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Per Grandi Pianure in scena “Shadows of Tomorrow” di Ingri Fiksdal

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Gli appuntamenti con la danza di Grandi Pianure proseguono con un’esperienza di permeabilità tra pubblico e performer nel dispositivo della coreografa Ingri Fiksdal, talento norvegese che porta in scena Shadows of Tomorrow con il coinvolgimento di venti performer localigiovedì 27 e venerdì 28 febbraio (ore 21) nella Sala Oceano Indiano (ex foyer Sala A) del Teatro India.

Shadows of Tomorrow ricrea in palcoscenico un concerto psichedelico senza musica, dove il pubblico si immerge in un gioco di luci, corpi e ombre. Il pubblico è, infatti, invitato ad aggirarsi liberamente nello spazio, vicino e anche in mezzo ai performer, divenendo parte integrante di questa esperienza percettiva e immersiva che utilizza esclusivamente corpi in movimento e luce, senza alcuna colonna sonora.

Shadows of Tomorrow è un poema di Sun Ra che dà il titolo a uno dei brani di Madvillainy di Madvillain, disco fondamentale dell’hip hop psichedelico, di cui la coreografia ricalca la struttura compositiva, a partire dalla ritmica che si stratifica all’interno dei corpi nello spazio. Quella a cui assistiamo è una performance di lunga durata, disegnata per un cubo bianco e per venti interpreti. Le quattro pareti dello spazio servono da sfondo in movimento della coreografia, pertanto il pubblico può accedere allo spazio a proprio piacimento, contribuendo alla creazione del gioco d’ombre sulle pareti.

Lo spettacolo si inserisce nell’ambito di Grandi Pianure, il progetto del Teatro di Roma dedicato alla coreografia contemporanea a cura di Michele Di Stefano, confermando l’attenzione alla ricerca e all’indagine corporea attraverso la capacità della danza di stimolare il dibattito sulla contemporaneità, non solo negli esiti spettacolari ma anche nei processi che costituiscono il suo farsi, dalla modalità di fruizione dello spettacolo all’offerta di pratiche ed esperienze collaterali. Infatti, Shadows of Tomorrow prevede la partecipazione di venti performer locali attraverso un laboratorio condotto dalla stessa Ingri Fiksdal (dal 23 al 26 febbraio), un’occasione di apertura e relazione verso una prossimità sempre più permeabile tra artista e spettatore. Grandi Pianure offre questa prossimità tra tutte le arti dal vivo, oblique ad ogni genere, affidata interamente al corpo: un’attitudine immersiva e pervasiva attraverso pratiche e riflessioni declinati con diversi formati, che sono modi differenti di far durare l’emozione dell’incontro con il pubblico.