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Teatro Trastevere “Romeo e Giulietta: per un mondo libero”, per il mese del Pride

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Romeo e Giulietta: per un mondo libero è uno spettacolo nato ormai quasi un anno fa, nell’autunno del 2020, dalla necessità di creare una messa in scena innovativa e in grado di rispecchiare le tematiche care al nostro tempo e alla nostra generazione, ma attraverso un testo immortale e capace di arrivare sempre dritto al cuore: la tragedia più famosa di Shakespeare, dove l’amore di due giovani si scontra con il pregiudizio delle rispettive famiglie e della società che li circonda.

 

Amore e pregiudizio sono le parole chiave della tragedia: da un lato la passione bruciante e senza veli che va oltre qualsiasi limite dei due giovanissimi amanti, dall’altro un odio talmente antico da non avere più una valida ragione, ma ancora abbastanza forte da creare distruzione. E questi cardini ci sembrano essere oggi più come mai i due grandi motori che animano la nostra società: da un lato il bisogno sempre più profondo di amare e essere liberamente, dall’altro il pregiudizio crescente nei confronti della diversità.

 

“Abbiamo così deciso che il cast di questa versione di “Romeo e Giulietta” sarebbe stato spoglio di qualsiasi pregiudizio e totalmente blind. Negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone viene chiamata color blind casting quella modalità di provini in cui per assegnare i ruoli non si tiene conto dell’etnia degli interpreti. Così per esempio abbiamo visto un Bottom nero e un Lisandro asiatico nel Sogno di una notte di mezza estate del National Theatre del 2018 o un Macbeth ispanico allo Shakespeare Festival di New York nel 2019. Noi abbiamo deciso di riprendere questo modello, aggiungendo un ulteriore step per avere un cast color e gender blind, cioè che non tenesse conto né dell’etnia né del genere dei nostri interpreti.” Cit.

 

Il risultato è stato quello di un cast di professionisti e professioniste incredibilmente variegato, dove tutti gli interpreti si sono messi alla prova per ricoprire i panni di personaggi scolpiti nell’immaginario collettivo sotto una luce diversa, pur restando fedeli al testo originale.

 

È insieme e grazie al nostro cast che abbiamo dato vita, nell’arco di questi mesi, a un’atmosfera dalle tinte Anni 80, che richiama la cultura e l’estetica drag di quel tempo anche in onore del periodo in cui abbiamo deciso di mettere in scena lo spettacolo – il mese dell’LGBTQ Pride; in questa Verona underground ma scintillante Montecchi e Capuleti si affrontano, Romeo e Giulietta si innamorano e nella cornice dell’iconico dramma iconico di Shakespeare ogni personaggio ha un aspetto e un’identità nuova, ma conserva quella natura profonda che tutti conosciamo. In fondo “se una rosa non si chiamasse rosa, avrebbe comunque lo stesso dolce profumo…”