Home teatro Vatti a innamorare di un monitor… l’amore sincero è quello che balbetta

Vatti a innamorare di un monitor… l’amore sincero è quello che balbetta

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Karl Kraus scriveva nel 1909 che «gli artisti hanno il diritto di essere modesti e il dovere di essere vanitosi». La modestia che sta, anzi che si nasconde, nelle piccole cose, in quella sorta di mondo artigianale che si costruisce attimo per attimo, fino ad arrivare alla produzione della bellezza.

Ma nessuno sale su un palco per passare inosservato e non passa sicuramente sotto gamba lo spettacolo “Parole parole parole”, in scena al Teatro7, fino al 13 dicembre, regia di Gigi Proietti, con Carlotta Proietti e Matteo Vacca.

Infatti, «La modestia – scriveva François de La Rochefoucauld -, che in apparenza rifiuta le lodi, in realtà è soltanto un desiderio di averne di più sottili».

Non si può non sottolineare che Carlotta Proietti deve lavorare molto per dimostrare di valere più di quanto non possa darle il suo cognome. Se il patronimico dei grandi ha un che di positivo è sicuramente il danno che fa al talento dei figli. Ma Proietti, figlia, si fa valere. Tiene banco. Si muove con eleganza e offre al pubblico un’ora e mezza di risate ma sguaiate, ma piene di senso. Il fondo, è da Chesterton che si dice che «La serietà non è una virtù». E Carlotta Proietti è stata in grado di fondere, creare un sintesi, tra una comicità seria foriera di riflessioni.

Matteo Vacca è un ottimo compagno di viaggio. Affianca Proietti in questa simpatica storia balbettante e incerta emotivamente. Il suo innamorarsi per vie poco ortodosse lo rende subito simpatico e non c’è un “nonostante” che tenga. Matteo Vacca fa ridere, dall’inizio alla fine.

È uno spettacolo che si vede di gusto, che non ha pretese moralisteggianti e per questo ha da dire più di tutti quegli spettacoli che si pretendono, a torto o a ragione, impegnati. La morale? Si può scivolare, cadere, persino innamorarsi, ma bisogna farlo sempre… parlando.