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Angry Birds, la Rovio licenzia 260 lavoratori

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La casa di produzione finlandese, Rovio Entertainment, sta iniziando ad accusare i colpi della crisi e, dopo il suo momento fortunato, rischia il fallimento.

Il videogioco Angry Birds è stato un successo planetario e, da una semplice applicazione gratuita per smartphone e tablet, si è trasformata in un fenomeno mondiale che ha portato grandissimo successo alla Rovio Entertainment nella forma di merchandise e accordi pubblicitari. In questi giorni viene rivelata la notizia del possibile collasso dell’azienda videoludica finlandese che, messa alle strette dai cali di vendite del suo gioco più famoso, ha dovuto mandare a casa 260 lavoratori, ossia il 39% dei suoi impiegati.

Angry Birds nasce da una semplice idea che, seguita a Giugno 2015 da Angry Birds 2 e nel tempo da una serie di divertenti varianti (come quella con i personaggi di Guerre Stellari e quello con i Transformers della Hasbro), che ha appassionato tantissimi giocatori occasionali,trasformando il gioco in un fenomeno vero e proprio. Nel 2014, quando il gioco ha visto il suo picco di notorietà, si potevano notare persone di tutte le classi sociali, in metro o alla fermata dell’autobus, intenti a lanciare uccellini colorati contro strutture di mattoni per sconfiggere i malvagi maiali ghignanti.

I licenziamenti avverranno entro quest’anno e saranno riferiti principalmente alla divisione finlandese della Rovio, mantenendo attiva la parte dedita alla gestione del merchandise e dei diritti di Angry Birds e quella dedicata allo sviluppo di Angry Birds 3D, il film in uscita a Maggio 2016 che dovrebbe riportare in auge il successo del videogame e “lanciare” ancora una volta il fenomeno Angry Birds. Purtroppo non è neanche la prima volta che Rovio Entertainment si trova costretta a licenziare una grossa fetta del suo personale, nel 2014 c’è stato un grande taglio del 16% dei dipendenti e 110 lavoratori sono stati costretti a lasciare il proprio posto di lavoro.