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Il dramma dei 6585 greci d’Italia (884 a Roma) che non possono votare nella guerra all’ultima scheda

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La lotta sarà all’ultima scheda. Almeno secondo i sondaggi, condotti da vari istituti, che calcolano in pochi decimali la distanza tra Sì e No. Tra il No sostenuto dal premier Tsipras, che ha convocato il primo referendum greco dopo quello storico del 1974, quando i greci, terminato il regime dei colonnelli, scelsero di abolire la monarchia e di diventare Repubblica, e il Si di un fronte composito che vuole essere certo di rimanere ancorato all’Europa. Domenica 5 luglio la scelta non sarà meno radicale, anche se lo stesso Tsipras nega che la vittoria del No porterebbe automaticamente la Grecia ad uscire dall’Euro e, in prospettiva, dall’Unione, magari per entrare nell’orbita russa. Certo ad Atene sono ore drammatiche. Banche chiuse, bancomat vuoti, crollo degli arrivi turistici, e davanti interrogativi senza risposta. Difficile immaginare il futuro, che in ogni caso sarà di gravissima crisi economica e sociale. Si può invece immaginare l’apprensione con la quale seguono le vicende del loro paese i greci residenti in Italia. Non sono molti. Appena lo 0,13 per cento degli stranieri residenti al primo gennaio 2015, secondo i dati ISTAT. Sono 6585 persone, in particolare 3462 uomini e 3123 donne. 884 abitano a Roma e nel Lazio. 1338 in Lombardia. Seguono comunità più piccole, fino ai 2 greci della Valle d’Aosta. Pochi, ma con la battaglia all’ultima scheda potenzialmente decisivi. Il loro dramma è che non possono votare, neppure presso l’ambasciata di Roma o i Consolati. Poche decine di greci sono riusciti a rientrare in Patria. Per gli altri non resta che il ruolo di spettatori impotenti di una probabile, in un senso o nell’altro, svolta epocale per il loro paese. Un dramma che li accomuna ai circa 200mila greci all’estero, che possono come tutti gli europei votare nelle elezioni i per il Parlamento di Strasburgo, ma non per il referendum della storia. Una decisione del governo dì Tsipras che farà, tra le tante, discutere molto. Il 5 luglio l’ultima scheda sarà decisiva.