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Spunta la Flea di Gualdo Tadino tra le sette birre “più fighe” d’Italia

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Nel loro piccolo, anche le birre crescono. Aumenta la diffusione, lievita – si può ben dirlo – il fatturato, nonostante la pressione fiscale, cresce l’attenzione specifica al prodotto. Al punto da generare le prime classifiche di qualità. L’ultima in ordine di tempo l’ha diffusa l’autorevole sito specializzato www.drinkadrink.com e riguarda le birre artigianali. “Spuntano birrerie artigianali in ogni dove”, rileva drinkadrink, e spiega: “Alcune optano per la grande distribuzione, altre preferiscono l’esclusività. Tutte sono buone, dissetanti e care. Ma non tutte sono fighe!” E allora ecco la classifica, delle “sette birre artigianali più fiche d’Italia”. Al primo posto la Birra Amarcord di Rimini, brand consolidato. Ma al sesto posto spunta una new entry di quelle che non ti aspetti, perché è una birra nuova, sia pure in rapidissima espansione sotto la guida dell’appassionato Matteo Minelli. Si tratta della Birra Flea. “Una birra agricola ‘cruda e pura’ – spiega drinkadrink, che prende il nome dall’omonima Rocca di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, cittadella segnata per sempre dalla storia che la lega all’Imperatore Federico II, che qui fece sosta nel XIII secolo, donandole cinta muraria e sementi fertili, per assicurarsene la prosperità”. Flea – spiega il sito – si guadagna un posto in classifica per due ragioni: la prima è legata alla freschezza di una delle birre prodotte, la Biancalancia (mai provata birra più dissetante! N.d.A.). La seconda è legata alla comunicazione fortemente ispirata alla storia medioevale di Gualdo mista al Fantasy. E così, il birrificio umbro presenta le sue birre con tanto di fotografie di posa che ritraggono lo stesso Federico II, la madre Costanza, la moglie Bianca Lancia, e la strega Bastola. Tutti personaggi che danno il nome alle quattro birre prodotte dal birrificio Flea”.