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La via di terra a Roma_Lunedì 29 ottobre ore 21.00_Teatro Biblioteca Quarticciolo

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La via di terra a Roma

in collaborazione con Teatro Biblioteca Quarticciolo

Lunedì 29 ottobre ore 21.00

Teatro Biblioteca Quarticciolo

via Ostuni 8 – Roma

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Dal 24 al 30 ottobre più di cento scrittrici e scrittori, artiste e artisti di ogni linguaggio, intellettuali, cittadine e cittadini saliranno sui palcoscenici di 9 città – Cagliari, Bologna, Torino, Venezia, Genova, Palermo, Roma Napoli e Milano, sperando che altre si aggiungano presto – per un reading collettivo di finanziamento alla nave Mare Jonio, vedetta umanitaria di monitoraggio e testimonianza sul tratto di mare dove si muore d’acqua, di incuria, di abbandono e di silenzio. A Roma sarà il Teatro Biblioteca Quarticciolo, lunedì 29 ottobre alle ore 21.00, ad accogliere la staffetta ideale di scrittori ed artisti che aderiscono al progetto La via di terra a sostegno di Mediterranea – Saving Humans.

Michela Murgia, Sandro Veronesi, Teresa Ciabatti, Rossella Milone, Valeria Golino, Paolo Virzì, Francesco Trento, Veronica Cruciani, Ascanio Celestini, Nicolò Ammaniti, Francesco Pacifico, Lercio.it leggeranno o daranno musica a una pagina di letteratura, a una riflessione personale o a una testimonianza sui temi dell’accoglienza, del viaggio e della solidarietà. Le musiche che accompagneranno le parole sono donate da Paolo Fresu e Giovanni Guidi.

La serata, a ingresso libero fino a esaurimento posti, è finalizzata alla raccolta fondi a sostegno di Mediterranea – Saving Humans e della nave Mare Jonio. È possibile fare una donazione sul Conto Banca Etica intestato a Associazione Ya Basta Bologna: IBAN IT44N0501802400000016734824 – Causale Mediterranea (www.mediterranearescue.org).

“A partire da un nucleo promotore di cui fanno parte associazioni come l’ARCI e Ya Basta Bologna, ONG come Sea-Watch, il magazine on line I Diavoli, imprese sociali come Moltivolti di Palermo, vogliamo costruire, dal centro del Mediterraneo, un nuovo spazio possibile: aperto, solidale e fondato sul rispetto della vita umana. Il lavoro dei promotori è stato solo il primo passo: tanti incontri e confronti sul progetto sono in corso con realtà del mondo cattolico, dell’associazionismo laico e del volontariato, con rappresentanti degli spazi sociali, con parlamentari nazionali ed europei, con sindaci di importanti città in Italia e in Europa. Ad esso si è aggiunta l’attività degli intellettuali italiani, con scrittori e scrittrici, intellettuali e artisti a vario titolo, che hanno scelto di sostenere il gesto rivoluzionario di mettere in mare una nave della società civile.

La Mare Jonio batte bandiera italiana ed è attrezzata perché possa svolgere un’azione di monitoraggio e di eventuale soccorso, nella consapevolezza che oggi più che mai salvare una vita in pericolo significa salvare noi stessi. L’obiettivo principale è essere dove bisogna essere, testimoniare e denunciare ciò che accade e, se necessario, soccorrere chiunque rischi di morire nel Mediterraneo Centrale, come impongono tutte le norme vigenti.”

Mediterranea – Saving Humans

 

“Abbiamo atteso a lungo che la politica europea si facesse carico dell’atto umanitario ineludibile di salvare le vite che si mettono per mare, a rischio di enormi pericoli, per cercare scampo da guerre, povertà e carestia. Le scelte europee sembrano però andare in altra direzione: si alzano muri, si chiudono porti, si erigono chilometri di filo spinato a protezione di una fittizia sicurezza economica e nel frattempo negli ultimi nove mesi sono morte più di 1700 persone tra uomini, donne e bambini. Noi non possiamo più stare a guardare. Un gruppo di realtà molto diverse – associazioni, singoli cittadini e cittadine, attivisti, politici a titolo proprio che hanno dato in garanzia i propri beni personali – hanno compiuto la scelta di acquistare una nave, la Mare Jonio, che oggi solca il tratto di mediterraneo tra la Libia, Malta e Italia. Sembra una follia, ma la vera follia è voltare le spalle alla perdita di vite umane che ogni notte contribuiscono a rendere il mediterraneo un cimitero di senza nome. Per questa ragione abbiamo deciso di sostenere con i corpi, con i volti e con le nostre risorse la via di mare di Mediterranea, affiancandoci la nostra via di terra. In 9 città italiane – e speriamo che altre si aggiungano presto – dal 24 al 30 ottobre più di cento artisti e artiste, scrittori e scrittrici, intellettuali e persone a vario titolo con una visibilità da offrire, saliranno su altrettanti palcoscenici per leggere o dare musica a una pagina di letteratura, a una riflessione personale o a una testimonianza sui temi dell’accoglienza, del viaggio e della solidarietà. Lo facciamo per raccogliere fondi per la nave, ma soprattutto per mostrare che c’è un paese diverso, che si riconosce nel modello di accoglienza di Riace, che sogna un’Europa aperta e non impaurita, capace di condividere le ricchezze che ha e riconoscere quelle che arrivano. Non lo facciamo per salvarli, ma per salvarci, perché insieme a loro ogni notte sta affogando anche la nostra coscienza e la nostra possibilità di essere più forti delle nostre paure.”