Home musica 40 anni di Albachiara

40 anni di Albachiara

54

Non tutti sanno che “Albachiara”, scritta in un pomeriggio sul divano di casa, quando l’album era praticamente chiuso, rischiava di non entrare nel disco.Fu aggiunta all’ultimo e come penultima canzone della facciata B, contrariamente al desiderio di Vasco che l’avrebbe voluta mettere come prima della facciata A (“per dirvi quanto contavo allora..”)

Nell’album c’è anche un capitolo fulminante di educazione sentimentale e sessuale: La strega”  ritratto di una diva del sabato sera; e poi Vabè (se proprio te lo devo dire)”, secondo ritratto di donna di diverso tipo, dove Vasco dà le carte senza infierire, perché forse la tipa non è il suo tipo ma lo diverte molto. Entrambe  con un tema nuovo e trasgressivo per l’epoca.

“Fegato, fegato spappolato” è una sorta di Bignamidel Vasco-pensiero. Un brano assolutamente innovativo per l’epoca, un esperimento di teatro-canzone ma molto strutturato, con un arrangiamento rock, che dal vivo diventa ancora più duro. Pur essendo diverse tra loro, c’è un certo parallelismo con “Sballi ravvicinati del 3° tipo”: qui Vasco cita Fo e Jannacci ed è un altro brano tra i più trasformati dal vivo. Il lato A chiude con “(per quello che ho da fare) faccio il militare”,canzone che contiene la frase che dà il titolo all’intero album:chitarra e voce con arrangiamento classico per una satira feroce sull’inutilità della vita da militare, che a lui aveva solo fatto perdere tempo rispetto alla carriera artistica appena iniziata. Qui Vasco canta in falsetto “Astro del  ciel” ed insieme a Massimo Riva fanno gli effetti di cannoni, dei fischi. E il lato B riapre con la stessa canzone versione “reprise”, riprendendo quel “Vacca gli indiani” che ancora oggi, a distanza di 40 anni, strappa un sorriso; seguita da “Quindici anni fa”, forse la sua più cruda e sincera canzone d’amore, finito male ma urlato senza vergogna.