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“L’importanza di chiamarsi Ernesto”, il classico di Oscar Wilde in scena a Roma

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Due ricchi scapoli, per meglio gestire le varie situazioni della propria loro vita mondana, usano senza saperlo lo stesso pseudonimo: Ernest. Tutto procede per il meglio finché non si innamorano di due donne che hanno come unico ideale d’amore quello di sposare proprio un uomo di nome Ernest. Equivoci, scambi di identità sono da questo momento all’ordine del giorno. Che cosa accadrà quando le due innamorate scopriranno la vera identità degli spasimanti?

In questo adattamento de “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, una delle più famose commedie di Oscar Wilde, scritta nel 1895, le vicende dei personaggi prendono vita nel pieno degli anni ’50, tra dandy rockabilly e colori pastello. Rispettando l’intreccio, gli equivoci, e il testo originario, Lorenza Sacchetto e Matteo Maria Dragoni sono andati ad evidenziare i tratti caratteriali di ognuno dei protagonisti, portandone alla luce la forte comicità. Una versione che vuole proporsi rinnovata in termini di spontaneità di linguaggio e di naturalezza della performance, sfiorando l’assurdo là dove le dinamiche lo permettono, ma senza per questo snaturarne l’efficacia.

“L’importanza di chiamarsi Ernesto” (nell’originale in lingua inglese: The Importance of Being Earnest), è una commedia teatrale in tre atti di Oscar Wilde, scritta nel 1895 e rappresentata per la prima volta il 14 febbraio 1895 al St James’s Theatre di Londra.

Data unica per un evento speciale: la chiusura della prima fortunata rassegna “I Grandi Amatori” di Caterina Guida.  

Teatro Due
Vicolo dei Due Macelli 37 – Piazza di Spagna – Roma
Giovedì 27 Giugno 2019ore 21:00