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Tutte le opere di Mario Ciaramella al Maschio di Napoli per raccontare l’uomo misura di tutte le cose

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Tutte le sculture di Mario Ciaramella esposte indagano o raccontano un aspetto diverso della relazione tra l’uomo e la natura. L’ambiente naturale in cui vive è, per l’uomo, la misura di tutte le cose, è un riferimento costante. Alla sua terra Mario Ciaramella deve anche la scelta dei materiali che usa per le sue sculture. Materiali che, come egli afferma, già da piccolo ha imparato a dominare: legno, argilla, pietra”. Il centro della scena espositiva è occupato dall’installazione lignea Crudele, che costituisce una sorta di leitmotiv di tutta la sezione della mostra che lo riguarda. Sono
esposte anche una serie di sculture Portatori di nuvole in ceramica e
4 serie di metope, per lo più di gesso.

L’attenzione di Runggaldier per l’uomo in rapporto allo spazio di relazione è l’essenza di tutta la sua produzione artistica. Il corpo, nelle sue opere, viene rappresentato come arcaico, possente e forte, è lontano e imperturbabile, è archetipo dell’essere, di generazione, di continuità. L’artista nella sua volontà di creare una metamorfosi corporea, si spinge fino a stressare le forme e le dimensioni, toglie, modifica e crea dei kouroi inumani che hanno un’inverosimile energia vitale nella disinvoltura dei gesti. Secondo la regia esistenzialista dell’artista, i suoi personaggi, seppur inanimati, rispecchiano l’intimo dolore dell’essere. Sono immagini dell’essenza umana, figure senza tempo, in continuo equilibrio precario tra la libertà del corpo e dolore dello spirito.