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Arcadi Volodos suona Schubert e Schumann

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Per chi volesse dare suono alle parole ‘romanticismo’ e ‘passione’ Arcadi Volodos è il pianista perfetto. Tecnica, virtuosismo, poesia, musicalità eccelsa si intrecciano in questo interprete che è considerato uno dei più prestigiosi al mondo. In recital per la stagione da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia lunedì 29 novembre ore 20.30) il pianista russo festeggia i venti anni dalla prima collaborazione con l’istituzione romana.

Come di consueto per i ‘numeri uno’ della musica, Volodos ha vinto prestigiosi premi e riconoscimenti della critica (diversi Gramophone Award, Classical Award, Diapason d’Or, ha un repertorio vastissimo, ma quello che colpisce l’ascoltatore è la capacità di cesellare i suoni e la sua espressività fuori dal comune che rende ogni brano unico. Sin dalla Sonata D. 850 di Schubert, primo brano in programma, le eccezionali doti di Volodos saranno evidenti nell’alternanza tra l’agilità virtuosistica e brillante del primo movimento e del Rondò finale e il tono meditativo del secondo movimento. Pura poesia infine le Kinderszenen op. 15 che traduce in suoni e colori un mondo poetico e delicato prima di tornare al fuoco e al dinamismo della Fantasia, tra le più affascinanti composizioni del pianismo schumanniano.