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Equilibrio, il Festival della Danza all’Auditorium Parco della Musica, alla presentazione Sol Picò balla in anteprima

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E’ stata presentata oggi, giovedì 28 gennaio, la dodicesima edizione di Equilibrio. Festival della Nuova Danza che, dal 9 al 28 febbraio presenterà nelle sale dell’Auditorium le coreografie di tre artiste spagnole, Sol Picó, Àngels Margarit e María Muñoz, di Alain Platel e Frank Van Laecke, insieme al musicista Steven Prengels e alla Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, di tre delle più rilevanti compagnie italiane, da pochi mesi Centri di Produzione della Danza: Aterballetto, Compagnia Zappalà Danza e Compagnia Virgilio Sieni, dei Vincitori del Premio Equilibrio, Elisabetta Lauro, Piergiorgio Milano e Irene Russolillo che ha scelto di essere diretta dalla grande coreografa Lisi Estaras.

ll’introdurre il Festival, l’Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, José R.Dosal ha ringraziato per la sua presenza Sol Picó, venuta dalla Spagna per la presentazione di Equilibrio, sottolineando come sia stato chiesto a lei, così come a molti altri degli artisti partecipanti, oltre a presentare i rispettivi spettacoli: «di lavorare anche con il pubblico degli appassionati e degli operatori, all’interno di diversi workshop, laboratori, lezioni di danza, flash mob nella città di Roma». Upper-East-Side - ph. Alfredo Anceschi (8)

Ha poi continuato: «Il tema di questa edizione del festival è importante: il rapporto tra musica e movimento, che sarà sviluppato in modo diverso dai tanti artisti che sono stati chiamati a lavorare nel corso del prossimo mese. Inoltre, verrà allestita dal 9 al 28 febbraio in AuditoriumArte la mostra fotografica di Riccardo Musacchio, Flavio Ianniello e Paolo Porto dal titolo Equilibrio Fuori Scena 2016».

Sol Picó ha descritto lo spettacolo W.W.(We Women), con cui affronta il tema della condizione femminile per lei centrale e latente in tutto il suo lavoro. «Con W.W. – ha spiegato –  mi sono voluta interrogare sulle questioni che riguardano noi donne dal punto di vista di altre culture. Per questo motivo lo spettacolo è un vero e proprio incontro di coreografe e danzatrici di diverse provenienze geografiche e culturali come Julie Dossavi della Repubblica del Benin, Minako Seki, di origine giapponese ma naturalizzata tedesca, l’indiana Shantala Shivalingappa e io. Si scopre che ogni donna ha  una sua visione del mondo a seconda della cultura di provenienza ma soprattutto una sua propria peculiarità dal punto di vista del movimento e della danza».