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Filippo Graziani presenta il suo nuovo album “Sala Giochi”

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 Dopo il debutto del suo primo album “Le cose belle” al Festival di Sanremo del 2014 e la vincita della Targa Tenco, Filippo Graziani si ripropone al pubblico con il suo secondo lavoro “Sala Giochi” , che uscirà venerdì 16 giugno su etichetta di Farn Music ed Universal Music.

In data 13 giugno presso il centro Mare Culturale Urbano di una Milano rovente, il 36enne Filippo, figlio della musica di Ivan Graziani, ha invitato la stampa e pochi intimi ad assaporare un’anteprima della sua Sala Giochi, un album che nasce dalla combinazione delle passioni dell’artista: i videogiochi arcade, le commedie americane, gli anni ottanta e (ovviamente!) la musica. “La musica mi manda delle immagini che poi descrivo con un testo”, spiega Filippo durante l’intervista. Ciò che gli permette di scrivere sono le emozioni che assimila come se egli fosse una spugna e rilascia sotto forma di canzoni. Nei testi delle undici tracce inedite, si intravede la volontà del cantautore romagnolo di dare speranza ai giovani, per permettergli di ritrovarsi “in un momento storico dove tutto ti aiuta a perderti e niente a trovarti o a ritrovarti”, dice Filippo. Ed egli vuole lasciare questo compito alla musica e al suo potere di coinvolgimento e riflessione.

“Sala Giochi” fonde il gusto musicale per il passato con la ricercatezza dei suoni tipici dell’acustica e dell’elettronica. Un rimando sempre presente è quello della chitarra, in cui suo padre Ivan Graziani era maestro e in cui Filippo si ritrova molto nel modo di suonare. Durante la presentazione, fra le interviste e un bicchiere di spumante, Filippo ha suonato insieme alla sua band – che vede alla batteria suo fratello, Tommy Graziani – i suoi pezzi preferiti tra cui “Mettici vita” e “Esplodere”, per poi concludere con “Appartiene a te”, il passaggio del disco dedicato a papà Ivan e a mamma Anna. Nonostante i palchi importanti già conquistati, Filippo non è stato esente dall’ansia da performance, tramutatasi nel corso del live in grinta da vendere. Una voce netta, limpida e profonda, scaldata ancor di più dalla calura milanese e dalle luci giallastre del palcoscenico.

Carol Testori