Home musica Ko Computer:12 artisti italiani celebrano il capolavoro dei Radiohead

Ko Computer:12 artisti italiani celebrano il capolavoro dei Radiohead

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Fino al 1997 i Radiohead erano un gruppo ancora in ascesa, grazie al discreto esordio con Pablo Honey e al successivo ed egregio The Bends. Ma in quell’anno avvenne la svolta: Ok Computer, fu un disco col quale i ragazzi di Oxford, passati dall’essere “quelli di Creep” per poi avvicinarsi al brit pop, entrarono prepotentemente nelle classifiche e nelle pagine di storia della musica. Il disco incantò un’intera generazione di artisti che ascoltavano quelle sonorità eteree, colpiti dal fascino malinconico della fusione fra acustica ed elettronica. Al contempo fu snobbato da coloro che tendevano verso il rock d’oltreoceano.

Questi stessi artisti e altri, a distanza di venti anni dall’uscita del suddetto capolavoro, hanno deciso di rendere omaggio alla musica che li ha ispirati, così dodici fra cantanti e band italiane si sono cimentati in rielaborazioni dei brani del disco. Il risultato è Ko Computer, dodici cover che vedono la partecipazione di Paolo Benvegnù, Marlene Kuntz e Cristina Donà, Niccolò Fabi, Colapesce, Iosonouncane. E ancora Motta & Appino, Diodato, Spartiti (Max Collini e Jukka Reverberi), Dimartino & Cammarata, Adriano Viterbini e Nada Malanima.
L’arpeggio in acustica che apre Airbag di Motta e Appino (leader degli Zen Circus) ricostruisce la sensazione di cupezza e acquisisce l’identità del cantautore pisano, che riesce a tradurre la psichedelia del pezzo in chiave indie. L’esplosivo finale strumentale non sfigura rispetto all’originale mentre le parti vocali si avvicinano molto a quelle di Yorke. A Diodato spetta uno dei brani più complessi: Paranoid Android, oltre ad essere un pezzo ricco di variazioni ritmiche e melodiche, è anche uno dei pezzi più famosi del disco, fu lanciato come singolo nonostante i quasi sei menuti e mezzo di durata. L’intro di pianoforte a sostituire il riff di chitarra risulta essere una delle scelte più intelligenti di tutto Ko Computer, se a questo si aggiunge un’attenzione maniacale di tutte le parti vocali e uno studio attento dell’arrangiamento  ne risulta una delle cover meglio riuscite, pur non copiando forzatamente l’originale inimitabile. Prosegue Niccolò Fabi con Subterrenean Homesick Alien, e nessuno meglio di lui poteva rendere il pezzo altrettanto cantautoriale (tanto è vero che il titolo si rifà ad una canzone di Dylan), l’attitudine intimista della chitarra acustica accompagna la voce e si mescola con l’elettronica richiamando certe sonorità pinkfloydiane. La versione completamente elettronica di Exit Music (For a Film) di Colapesce è un respiro di modernità. Voce e sintetizzatori sembrano essere un tuttuno, ciò fa di questa versione un vero gioiello che si discosta nettamente dal essenzialismo della versione di Yorke e compagni. Colapesce sceglie audacemente di reinventare anziché ricalcare lo stile minimalista. Continuando con il filone tragico/depressivo, il fulcro di tutto è affidato ai Marlene Kuntz, che propongono una Karma Police stravolta, a tratti irriconoscibile ma estremamente affascinante nel valorizzare il senso di alienazione. Difficile dire se il risultato sia ben riuscito o meno, certo è che i Marlene continuano a dimostrarsi un gruppo fuori dagli schemi. Electioneering di Adriano Viterbini è pura energia: su una base di musica tribale e psichedelica, Viterbini dona nuove sonorità al pezzo;  in No Surprises di Nada affascina l’accostamento di poliritmie e synth distorti che emergono espressivi nel finale struggente, il tutto permeato dalla voce graffiante di Nada. In coda, l’affascinante The Tourist di Paolo Benvegnù che, con angosciosa calma stile Nick Cave, conclude il viaggio dell’ascoltatore errante nel surreale universo dei Radiohaed.
Ko Computer, in definitiva, si presenta come una celebrazione della musica più che un semplice omaggio ad un disco, è il prodotto di chi ha assorbito in sé uno stile ed ha dimostrato di poterci ragionare sopra e riproporlo, un atto di che si sublimerà il 18 giugno all’Ex Dogana durante la esibizione dal vivo dei pezzi, con la presenza di Nada, Paolo Benvegnù, Diodato, Marlene Kuntz, Spartiti – Jukka Reverberini e Max Collini.

Potete scaricare l’album gratuitamente QUI