Home oltre Roma Sebastiano Lo Monaco porta in scena Pirandello a la Pergola di Firenze

Sebastiano Lo Monaco porta in scena Pirandello a la Pergola di Firenze

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Al Teatro della Pergola, da martedì 15 a domenica 20 marzo, torna lo sguardo di Luigi Pirandello, filtrato dalla cultura e dall’esperienza di un attore e di un regista tra i più incisivi e stimati. Sebastiano Lo Monaco, dopo il fertile incontro con Yannis Kokkos nell’Edipo a Colono di Sofocle nel 2018 al Teatro Greco di Siracusa, ha deciso di riportare in scena Enrico IV, continuando così la sua ricerca intorno al mondo pirandelliano.

È un testo con cui si sono misurati i più grandi attori e i più grandi registi italiani ed europei. Il tema della follia, presente in opere come Il berretto a sonagli e Così è (se vi pare), già interpretate da Lo Monaco, si trasforma con Enrico IV in rappresentazione della follia, fino a esibirla. In fondo, il protagonista, per poterla mostrare attraverso una cosciente finzione, deve rinsavire, e mettere a nudo il rapporto tra maschera e smascheramento, recitando la follia ed evidenziando il carattere metateatrale che si può applicare al testo.

Così, lo spettacolo accoglie il pubblico, quasi a sua insaputa, all’interno di una seduta psicoanalitica dalla quale uscirà, alla fine, con molte domande sulla sua vita. Come è noto, infatti, Pirandello sviluppò i temi, allora nascenti, della psicologia del profondo, riferibili agli studi di Sigmund Freud e alla successiva Scuola di Francoforte. La sfida rilevante oggi è costruire una società in cui siano presenti osservatori critici che sappiano, da un lato, promuovere una cultura del pensiero e della riflessione e, dall’altro, prendere decisioni ponderate.

Chi meglio dell’attore, che ogni sera si sdoppia, può recitare la follia? Chi meglio di lui può recitare il teatro dell’inconscio, visto che tutte le sere si sottopone a una seduta psicoanalitica? L’attore finge, proprio come il protagonista di Enrico IV di Luigi Pirandello, il quale, attraverso la finzione, costringe gli altri, a loro volta, a fingere.

Al Teatro della Pergola, da martedì 15 a domenica 20 marzo, Sebastiano Lo Monaco, diretto da Yannis Kokkos, riporta in scena il gioco ambiguo della finzione che non si coniuga più con realtà, ma con follia, tanto che, la nota formula pirandelliana “finzione o realtà?”, si trasforma in “finzione o follia?”. Per il protagonista di Enrico IV la follia è l’unica finzione possibile. La domanda che nei Sei personaggi rimaneva aperta, qui trova una risposta. Si tratta di rivalsa? Di vendetta? No, semplicemente di rifiuto della ipocrisia borghese, che Enrico IV si diverte a sbeffeggiare, trasformandosi in un eccentrico buffone per potere urlare agli altri: “Buffoni, buffoni”, mostrando, in fondo, la sua vera malattia che consiste nella malinconia, diventata mania, dopo tanti anni di solitudine.

La vicenda, infatti, racconta di un giovane nobiluomo che, durante una cavalcata in costume nei panni di Enrico IV – alla presenza dell’amata Matilde – viene sbalzato da cavallo dall’odiato rivale Belcredi, batte la testa e impazzisce. Da quel momento, il giovane crede di essere veramente Enrico IV. Dopo dodici anni, Enrico IV rinsavisce: Matilde Spina, l’amore di un tempo, è diventata l’amante di Belcredi. Non resta quindi che continuare a farsi credere pazzo.

Dopo vent’anni, Matilde, Belcredi, la loro figlia Frida, il nipote Carlo e lo psichiatra Genoni vogliono curare la follia di Enrico IV con uno stratagemma: ricostruire la scena della caduta facendo recitare il ruolo di Matilde a Frida, uguale alla madre da giovane. La vista della ragazza dovrebbe far tornare Enrico IV indietro nel tempo e restituirgli la ragione. Enrico IV, di fronte alla ragazza che scambia per la madre, si lancia ad abbracciarla, ma Belcredi si oppone. Enrico IV sguaina la spada e lo trafigge a morte.

Ora per sfuggire definitivamente alla realtà (nella quale tra l’altro sarebbe stato imprigionato e processato), Enrico IV decide di fingersi pazzo per sempre. D’ora in avanti la pazzia sarà necessaria, come condanna e insieme liberazione.