Home oltre Roma A Bologna si saluta l’anno con “Transit”, il circo contemporaneo dei Flip...

A Bologna si saluta l’anno con “Transit”, il circo contemporaneo dei Flip FabriQue

179

Arriva sul palcoscenico della Sala Leo de Berardinis, per l’affezionato appuntamento di Capodanno, una delle compagnie più importanti di artisti circensi contemporanei, proveniente dal Québec: Flip FabriQue presenta lo spettacolo Transit, che va in scena domenica 30 e lunedì 31 dicembre con il brindisi di mezzanotte insieme a tutti gli spettatori.

 

Il teatro di Flip FabriQue fa parte di quella nouvelle vague internazionale di brillanti e creative compagnie di artisti circensi che hanno deciso di rappresentare se stessi e le loro storie quotidiane invece di inventare storie fantastiche e artificiali. I loro lavori sembrano voler comunicare: «la vita è meravigliosa davvero vedete? Noi riusciamo a fare cose straordinarie anche senza fingere di essere diversi da quel che siamo…».

Dal bambino all’adulto, ogni tipo di pubblico è sollecitato dalle loro creazioni, una sorta di fiume in piena di invenzioni, virtuosismi e raffinata comicità.

Tutto scorre, la vita cambia ed evolve, e la quotidianità di un gruppo di giovani artisti sempre in viaggio, amici prima che colleghi, rappresenta sulla scena questa reale condizione: Transit si svolge in un aeroporto, tra enormi bauli e cataste di valigie, un non luogo di passaggio, uno fra i tanti della loro vita, nel quale si trovano casualmente. Vengono colti dall’improvvisa consapevolezza che anche questo momento potrebbe diventare un giorno solo un ricordo lontano e cominciano così a immaginare il loro ultimo spettacolo insieme, ricco di gioia, follia, umorismo e incredibile maestria, assieme al pubblico.

«Cosa faresti se tu sapessi che questo è l’ultimo momento che passi con i tuoi amici? Come si comportano le persone quando sanno che stanno facendo qualcosa davvero per l’ultima volta? – spiegano i Flip FabriQue – Anche una semplice azione come mangiare una mela può diventare straordinaria se sai che quella è l’ultima mela della tua vita…»: l’idea di vivere assieme l’ultimo istante libera questo gruppo di amici dalla paura del tempo che passa e che cambia.

Si ride e ci si stupisce come bambini, e alla fine ci si accorge di invidiare davvero quel gruppo di sei amici, che per una sera ha deciso di condividere il pubblico i propri giochi e l’affetto che li lega.