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In mostra a Roma Giuseppe Terragni, il vate dell’architettura razionalista degli Anni Trenta

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Sull'Altipiano di Asiago il monumento funebre realizzato nel 1935 da Giuseppe Terragni per il diciottenne Roberto Sarfatti, figlio di Cesare e Margherita Sarfatti, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria nella Grande Guerra

Archiviata la chiusura estiva e’ ancora possibile visitare la mostra Giuseppe Terragni a Roma. Progetti per le architetture del P.N.F.. Organizzata alla Casa dell’Architettura, avrebbe dovuto chiudere il 16 settembre, ma – comunicano gli organizzatori – e’ stata spostata all’Archivio Centrale dello Stato, all’Eur, dove sarà visitabile dal 18 settembre. Curata da Flavio Mangione e Luca Ribichini, inaugurata con un convegno scientifico, la mostra ha come principale obiettivo la rilettura critica dell’opera di Giuseppe Terragni, prendendo ad esame i progetti che l’architetto comasco ha realizzato per la città di Roma. imageLe opere romane – spiegano gli organizzatori – permettono di inquadrare e delineare con efficacia la complessa figura di un architetto che sposò con determinazione la battaglia per l’avanguardia architettonica italiana, pur confrontandosi con l’esigenza di andare incontro sia alle istanze di tradizione volute dal fascismo, sia alla personale volontà di coniugare il linguaggio razionale con un indefinito spirito mediterraneo. L’esposizione vuole inoltre mettere in evidenza il rapporto tra Terragni e i sui collaboratori, in particolare gli artisti, che hanno avuto un ruolo importante nell’elaborazione dei progetti architettonici, attraverso una serie di schizzi ed elaborati grafici rinvenuti grazie al prezioso sostegno dei principali istituti archivistici. Morto nel 1943 ad appena 39 anni, Terragni fu il maggiore esponente del Movimento Italiano di Architettura Razionale (MIAR), dopo aver firmato nel 1927 il Manifesto del Razionalismo Italiano con Luigi Figini, Adalberto Libera, Gino Pollini, Guido Frette, Sebastiano Larco e Carlo Enrico Rava. Nel 1933 fondo’ insieme ai compagni astrattisti la rivista Quadrante che verrà poi diretta da Pier Maria Bardi e Massimo Bontempelli. Nel 1927, Terragni aprì uno studio con il fratello ingegnere Attilio a Como. Il suo primo lavoro fu la ristrutturazione dell’albergo Metropole-Suisse, e di seguito realizzò il monumento ai caduti di Erba Incino. Il primo edificio costruito da Giuseppe Terragni che per eccellenza espresse i valori dell’architettura razionale fu l’edificio ad appartamenti “Novocomum” a Como (1927-29).

Un particolare del Novocomun di Como
Un particolare del Novocomun di Como

Info: www.casadellarchitettura.it www.acs.beniculturali.it