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I bassifondi della Costa Azzurra rivivono al Teatro Manzoni con “Maigret al Liberty Bar”

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Gli appassionati del genere – e sono tanti – non perdano l’occasione. L’appuntamento è al Teatro Manzoni di Roma dove e’ sbarcato il commissario Maigret. Direttamente dal Festival di Borgio Verezzi (Sv), dove la versione teatrale di Maigret al Liberty Bar – per la prima volta in scena in Italia – ha ottenuto un meritato successo a fine luglio. Successo replicato al Manzoni (fila di sedie aggiunte per il tutto esaurito) dove Maigret va in scena fino al 25 ottobre. Gli amanti di Georges Simenon conoscono la storia. Il commissario viene inviato ad Antibes, sulla Costa Azzurra, per indagare con la necessaria cautela sul caso dell’omicidio di William Brown, un australiano che aveva militato nei servizi segreti francesi. In riviera Maigret scopre che Brown aveva vissuto in una villa ridotta malissimo assieme alla sua amante, Gina Martini, e alla madre di quest’ultima; quasi ossessionato da questa triste vita Brown si allontana almeno una volta al mese da Antibes per recarsi a Cannes e rifugiarsi al Liberty Bar un locale frequentato da infelici quanto lui. E qui entra in gioco la penna magistrale di Simenon, capace di pennellare i protagonisti dolenti e disperati dei bassifondi, questa volta lontano da Parigi, ma impregnati dei profumi del mare che inebriano anche Maigret. Gli interpreti sono di altissimo livello, con una straordinaria Paola Gassman (una Jaja magistrale da applausi a scena aperta), Pietro Longhi (credibilissimo Maigret) e Miriam Mesturino (Sylvie). E ancora: Pierluigi Bresolin, Paolo Perinelli, Geremia Longobardo e Alessandro Loi. E non poteva essere altrimenti, data la difficoltà di rendere sul palcoscenico i ritmi di Simenon, forse più che nelle trasposizioni televisive. Adattamento e regia si devono a Silvio Giordani. “La nostra passione per Simenon – ha spiegato – ci ha spinto a mettere in scena una delle storie di Maigret che hanno un più sicuro impianto teatrale, in modo da essere realizzate in palcoscenico senza soffrire. In questa operazione, che ha suscitato enorme interesse presso gli innumerevoli cultori del mito di Maigret, vogliamo trasmettere al pubblico la stessa atmosfera e le stesse suggestioni raccontate da Simenon nei suoi romanzi, curando il profilo psicologico dei personaggi e l’accurata descrizione dei luoghi e delle circostanze”.image In Maigret al Liberty Bar centrali sono le figure femminili di Jaja e Sylvie. La prima è una donna piena di passione, fragilità, gelosia, tenerezza e rimpianti, alla ricerca di una ottusa felicità fatta di ubriacature e voglia di normalità. La padrona del Liberty Bar ha costruito insieme a Brown e alla giovane prostituta Sylvie un microcosmo nebuloso e comodo, una sorta di piccolo nirvana privato che ricorda una fumeria d’oppio. Qualcosa però ha rotto quel delicato tessuto connettivo umano fatto di relitti che cercano pace senza riscatto. E in questo oblio, doloroso e sereno, in quest’isola nebbiosa, deve penetrare Maigret per scoprire la verità. Che chi ha letto Simenon conosce, ma nella coinvolgente trasposizione teatrale riesce comunque a sorprendere. Per chi non lo ha letto, basti dire che, una volta di più, emerge l’umanità del commissario parigino, ulteriormente ammorbidita, nella penna di Simenon, dalle mollezze della Costa Azzurra che lo scrittore tanto amava. Da aggiungere c’è l’auspicio che l’operazione Maigret in teatro sia presto riproposta con altri testi.
Info:
www.teatromanzoni.info

www.maigretateatro.com

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